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La pesca e l’arte marinara nel cuore: Stintino omaggia il 96enne Isidoro Balzano

In barca, per mare fino all’età di 80 anni, spinto da una grande passione per la pesca. Isidoro Balzano adesso di anni ne ha 96 e il Comune di Stintino, suo paese natale, ha deciso di omaggiarlo con la solenne benemerenza.

«Per essersi distinto, nel corso della sua lunga e laboriosa vita, nella divulgazione della cultura e delle arti marinare della comunità Stintinese», così è scritto nella targa consegnatagli dalla sindaca Rita Vallebella, durante l’ultima seduta del consiglio comunale.

«In particolare ha prodotto con grande maestria fedelissimi modellini delle nostre barche da pesca, – scrive il primo cittadino – si è reso disponibile ad insegnare ai giovani la sua arte raccontando loro, con generosità, gli aneddoti della sua vita di pescatore, così divulgando le piccole, grandi storie della nostra gente di mare». Zio “Lollo”, come amano chiamarlo in molti, ha partecipato a numerose stagioni della Tonnara, fedele alla sua passione con l’imbarcazione “Nicola” ha trascorso gran parte della sua vita a contatto col mare.

Un amore che ha mantenuto seppure nel 1947 fu chiamato alle armi nella Marina militare. Conobbe la triste realtà della prima e seconda guerra mondiale, divenne nocchiere e rivestì le funzioni di cambusiere e nostromo. A pochi mesi dal congedo, il comandante della nave gli propose di proseguire la carriera militare. Dovette dire di no per seguire il desiderio di ritornare a Stintino e sostenere la sua famiglia. Qui, nel borgo di pescatori, sposò Esterina da cui ebbe due figlie: Tina e Maria Antonietta.

Per anni ha collaborato con Silvestro Pilo e Peppe Benenati, gli ultimi abili maestri d’ascia stintinesi. L’amore per il mare lo ha spinto a dedicarsi anche alla costruzione di modelli navali, nasse e attrezzi tradizionali da pesca, un lavoro svolto nel suo piccolo laboratorio. In questo lungo percorso di vita lo ha accompagnato la Madonna della difesa, a cui è rimasto devoto facendo parte della Confraternita.  

© Riproduzione riservata

Leggi l’articolo su: L’Unione Sarda

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