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Il Tar di Trento sospende l’uccisione degli orsi Jj4 e Mj5

Il Tar di Trento ha sospeso l’uccisione degli orsi Jj4 e Mj5 fino al 27 giugno. “La vita degli orsi per ora è salva”, scrive la Lav, che ha presentato ricorso contro le ordinanze di abbattimento con altre associazioni come Enpa e Oipa. Le possibilità di trasferirli sono concrete e reali e Lav, si apprende, depositerà l’approfondimento richiesto del progetto per portare in salvo gli animali in un rifugio sicuro, sostenendone interamente le spese. Il 14 dicembre ci sarà l’udienza di merito del Tar, e Lav ritiene che fino a questa data Jj4 e Mj5 non possano essere uccisi. 

Il Tar di Trento “riconosce come i ricorsi”, contro le decisioni della Provincia di abbattere due “esemplari pericolosi” di orsi, “non siano supportati da un presumibile fondamento giuridico e ravvisa già profili di inammissibilità”. Lo sottolinea la provincia di Trento in una nota aggiungendo che “gli atti dell’Amministrazione vengono dunque ritenuti congruamente e compiutamente motivati, alla luce di un’approfondita istruttoria”. “Il Tar di Trento dichiara che le misure alternative all’abbattimento sono state adeguatamente considerate da parte della Provincia”, precisa la nota.

 

Orsi, Fugatti: ‘Il Tar non mette in discussione le decisioni della Provincia’

Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tar di Trento di sospendere provvisoriamente il provvedimento di abbattimento nei confronti dell’orsa JJ4″, aggiungono Enpa, Leidaa e Oipa, che hanno presentato congiuntamente ricorso contro i decreti del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. “Il provvedimento di abbattimento e quindi l’uccisione dell’orsa JJ4 non ha alcun fondamento, dal momento che esistono valide alternative”, affermano le tre associazioni. “Noi abbiamo elaborato delle proposte, che svilupperemo ulteriormente nelle prossime settimane, proprio per dimostrare che non c’è alcuna necessità di abbattere JJ4. L’orsa potrà andare a vivere in un posto molto lontano dal Casteller e soprattutto molto diverso. Ci sono dei precedenti molto incoraggianti dove gli animali sono stati trasferiti e stanno bene e vivono in situazioni compatibili con le loro esigenze etologiche”. Enpa, Leidaa e Oipa sottolineano che si è cercato, “con la prepotenza”, d’imporre un provvedimento di abbattimento che non ha nessun fondamento perché le alternative praticabili ci sono: “Lo abbiamo in parte già dimostrato e nelle prossime settimane lo dimostreremo ancora di più. Resta inspiegabile e assurdo che la Provincia di Trento ieri abbia insistito sull’abbattimento come se fosse l’unica soluzione possibile e che il Ministero dell’Ambiente si sia chiamato fuori dalla decisione sulla vita dell’orsa, patrimonio dello Stato”, concludono.

Il Wwf Italia in un comunicato “esprime la preoccupazione di garantire un benessere psico-fisico all’orsa Jj4, rinchiusa da settimane nel centro faunistico del Casteller in condizioni di reclusione insostenibili” e “ribadisce l’importanza di concentrare attenzioni ed energie nel trovare soluzioni reali e condivise per la coesistenza uomo-orso in Trentino”. Per il Wwf, “la drammatica vicenda dell’uccisione di Andrea Papi da parte dell’orsa Jj4 nell’aprile scorso ha evidenziato chiare responsabilità. E’ doveroso riaffidarci alla scienza, approccio purtroppo dimenticato negli ultimi anni, durante i quali l’orso è stato “gestito” più sul piano politico e demagogico che non su quello tecnico-scientifico”. “Le responsabilità da parte della Provincia di Trento – prosegue la ong – sono evidenziabili anche approfondendo la lettura del Pacobace (Piano di Conservazione Interregionale dell’Orso Bruno sulle Alpi Centro-Orientali). Il Piano prevedeva eventi di comunicazione ed educazione rivolti a residenti e turisti che in buona parte risultano inattuati. In questi anni, nonostante il prevedibile aumento del numero di orsi, non si è lavorato per favorire l’espansione della popolazione in altre aree dell’arco alpino centro-orientale, come previsto inizialmente dal Progetto Life Ursus. E non si è lavorato in maniera efficace sulla prevenzione

Intanto, nella riunione del governo con la maggioranza dedicata al decreto sulla PA, è arrivato il via libera dell’esecutivo agli emendamenti di Lega e Fdi che autorizzano i forestali del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige di usare il cosiddetto Spray al peperoncino per difendersi dagli attacchi degli orsi. Lo apprende l’Ansa dai partecipanti alla riunione. L’emendamento sarà votato a partire da martedì prossimo nelle commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera. dell’insorgenza di comportamenti problematici negli orsi”.

Leggi l’articolo su: Ansa.it

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