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Isw, la cattura di Bakhmut non ha valore strategico

   L’annuncio della cattura di Bakhmut da parte della Russia non ha alcun significato strategico, poiché non permetterà alle forze esauste di Mosca di creare una testa di ponte per ulteriori operazioni offensive: lo scrive l’Istituto per lo studio della guerra (Isw) nel suo rapporto
quotidiano sull’andamento del conflitto, come riporta Ukrainska Pravada.

   Il centro studi statunitense ritiene inoltre che la dichiarazione del fondatore del Gruppo Wagner, Yevgeny Prigozhin, sulla partenza dei suoi mercenari dalla città contesa potrebbe essere un tentativo di fuorviare le truppe ucraine.

   “La vittoria di Prygozhin sui restanti distretti di Bakhmut è puramente simbolica, anche se fosse vera – scrive il think tank -. Gli ultimi isolati di Bakhmut orientale, che secondo Prigozhin sono stati catturati dalle forze del gruppo Wagner, non sono importanti né dal punto di vista tattico né operativo. La loro cattura non fornisce alle forze russe un territorio operativamente significativo per continuare le operazioni offensive o alcuna posizione particolarmente forte da cui difendersi da possibili contrattacchi ucraini”.

   Gli esperti del centro studi sottolineano poi che i continui contrattacchi ucraini a nord, ovest e sud-ovest di Bakhmut complicheranno qualsiasi ulteriore avanzata delle truppe russe oltre la città nel breve termine.

   Ieri, dopo giorni di rivendicazioni di avanzate ucraine, il capo dei Wagner ha sorpreso tutti annunciando che i suoi mercenari hanno preso “il pieno controllo” di Bakhmut, calando l’asso della vittoria sul campo mentre Zelensky era riunito col G7 a Hiroshima. Ma gli ucraini negano la caduta della città: l’annuncio “è falso”, ha immediatamente commentato il portavoce delle forze orientali ucraine Serhiy Cherevaty.

   “Le nostre truppe mantengono la difesa nell’area (del distretto) di Litak” e “ora, i nostri difensori controllano alcune strutture industriali e infrastrutturali di quest’area e del settore privato”, secondo la viceministra della Difesa Hanna Malyar, che riconosce tuttavia una “situazione critica” a Bakhmut. L’annuncio di Prigozhin non lascia spazio a interpretazioni: “Oggi, 20 maggio, intorno a mezzogiorno, Bakhmut è stata presa nella sua interezza”, ha detto in un video in cui tiene la bandiera russa circondato dai suoi combattenti. “Entro il 25 maggio creeremo le necessarie linee di difesa e la consegneremo ai militari” dell’esercito russo, ha aggiunto, con il suono dell’artiglieria a far da sfondo alle sue dichiarazioni.

   “L’operazione – il tritacarne Bakhmut – è durata 224 giorni”, ha detto Prigozhin in mimetica, prima di lanciarsi in un nuovo attacco contro la leadership militare russa. “Abbiamo combattuto non solo l’esercito ucraino qui, abbiamo combattuto la burocrazia russa”, ha affermato, sostenendo che le perdite dei suoi merceneri sono state “cinque volte superiori” a causa delle scelte della Difesa russa, incolpando il ministro Sergei Shoigu e il capo di stato maggiore Valery Gerasimov per aver trasformato l’offensiva nel “loro divertimento”. “Un giorno nella storia pagheranno per le loro azioni”.

    Al netto delle solite polemiche interne agli invasori, l’annuncio di certo arriva inaspettato, dopo giorni di rivendicazioni ucraine di avanzate a Bakhmut e dintorni. La città è teatro della battaglia più lunga e sanguinosa dell’invasione. Si ritiene che sia Mosca sia Kiev abbiano subito ingenti perdite per tenere la città, che fornisce importanti collegamenti stradali con altre parti della regione di Donetsk: a est fino al confine con Luhansk, a nord-ovest con Sloviansk ea sud-ovest con Kostiantynivka. Ma una sua conquista avrebbe più che altro un alto valore simbolico: se confermata, sarebbe infatti una vittoria per la Russia digiuna da tempo di un risultato tangibile sul campo. E di certo non sarebbe di buon auspicio in vista del lancio della tanto attesa controffensiva di Kiev. Al momento non ci sono conferme indipendenti della rivendicazione dei Wagner, mentre Kiev continua a negare la conquista russa della città mineraria.

   Anche nel suo aggiornamento serale, lo Stato maggiore ucraino ha riferito che “continuano le feroci battaglie per la città” e durante il giorno, “il nemico ha condotto azioni offensive infruttuose in direzione di Bila Hora”, un villaggio a sud-ovest dell’insediamento del Donetsk. Intanto, non è solo a Bakhmut che la guerra si fa sentire. Le forze ucraine hanno annunciato che hanno abbattuto la notte scorsa tutti i droni lanciati dalla Russia sulla regione di Dnipropetrovsk: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale, Serhii Lysak, come
riporta Ukrinform.

   “La scorsa notte il nemico ha lanciato droni contro la regione di Dnipropetrovsk. Tutti i droni sono stati abbattuti dal Comando aereo orientale”, ha scritto Lysak aggiungendo che questa mattina i russi hanno colpito il distretto di Nikopol con l’artiglieria pesante. In particolare, è stata colpita la comunità di Myrove, ma non si registrano vittime o feriti.

   

Leggi l’articolo su: Ansa.it

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Ucraina, la Wagner annuncia la presa di Bakhmut

‘La cattura di Bakhmut non ha valore strategico’