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Ploaghe: Comandante della Polizia Locale, nessuna calunnia né diffamazione

Ploaghe: Comandante della Polizia Locale, nessuna calunnia né diffamazione.

Non ci sono le basi giuridiche affinché possa manifestarsi il reato di diffamazione. Lo afferma la difesa del Manager Sardo Alessandro Marini imputato per diffamazione e calunnia contro il comandante della polizia municipale di Ploaghe.

Il penalista Avv.Murineddu ha smontato tutte le accuse sollevate da Giorgio Sini.

Questa una breve ricostruzione dei fatti di Ploaghe e processo.

Il Marini aveva querelato Giorgio Sini per aver fatto installare abusivamente, di sua iniziativa, l’impianto esterno di videosorveglianza del comune di Ploaghe senza avere alcun titolo autorizzativo sia dal sindaco che ufficio tecnico che prefettura di Sassari. Lo stesso arbitrariamente deteneva il controllo e coordinamento dei filmati oltre al monitor e Hard Disk di registrazione.

Di fatto, quindi, chi transitava per la strada, veniva inevitabilmente “spiato”.

Inoltre pare che Sini Giorgio firmò una delibera per concedere circa 20.000 euro al fratello avvocato Angelo Sini, ma la legge prevedeva che lo stesso dirigente del Comune di Ploaghe doveva tassativamente astenersi.

Nelle udienze pare sia emerso che il Sini Giorgio usciva nelle vie del paese in abiti civili con pistola al fianco in bella vista.

Il Sini Giorgio risultava all’epoca dei fatti responsabile del settore commercio oltre che comandante dei vigili urbani. Un testimone commerciante sentito nelle indagini non ha avuto il coraggio, davanti ai carabinieri di Martis che coordinavano le indagini, di confermare di aver visto decine di volte il Sini nel suo bar in abiti borghesi con pistola in bella vista, anche perché il commerciante temeva ripercussioni negative sulla sua attività commerciale in Ploaghe.

La procura della Repubblica di Sassari delegò i carabinieri di Martis ove alcuni mesi prima risultava comandante della caserma carabinieri di Ploaghe per cui come risaputo nel piccolo centro  in eccellenti rapporti di amicizia con il Sini Giorgio all’epoca dei fatti indagato.

Lo stesso ex comandante dei carabinieri di Ploaghe aveva condotto le indagini.

Le parole della difesa di Marini

La difesa del Marini ha messo in evidenza che già all’inizio ci furono delle importanti falle (volute) nelle indagini penali  e che praticamente il Sini Giorgio è stato chiaramente   coperto nonostante i reati penali in capo allo stesso fossero documentali e facili da accertare.

Il Sini Giorgio pur di incolpare il Marini di diffamazione e calunnia ha portato davanti ai giudici testimoni tra cui l’anziano compagno di una sua parente che anch’essa all’epoca dei fatti risultava titolare di un piccolo negozio alimentari.

Dagli atti del processo è emerso chiaramente che Alessandro Marini aveva ragione nell’esposizione dei fatti  raccontando la verità  ai magistrati sulla querela sporta contro il  vigile urbano di Ploaghe che ribadiamo grazie all’ ottimo rapporto di amicizia con chi  ha condotto l’indagine penale e riuscito a farla franca. Anche gli altri testimoni tra cui alcuni dipendenti del comune di Ploaghe sottoposti al Sini  Giorgio non potevano certo andare contro il loro capo.

Chiaro e palese continuano in udienza i legali del Marini che il Sini fu aiutato da chi doveva con professione e dedizione adempiere al proprio dovere ma proprio grazie a gravi omissioni nell’indagine penale  il Pubblico Ministero non riscontro reati in capo a Sini Giorgio e  chiese l’archiviazione delle accuse mosse contro Sini Giorgio. Proprio grazie all’archiviazione il Sini  Giorgio querelo’  per calunnia e diffamazione il Marini ora imputato.

La difesa del Marini ha chiesto la piena assoluzione del merito perché il fatto non sussiste contrariamente all’accusa che ha chiesto 22 mesi di reclusione con la sospensione della pena mentre il Sini Giorgio pur consapevole di aver sbagliato nello svolgimento delle sue funzioni ha chiesto 50 Mila euro di risarcimento. Alessandro Marini sentito dalla nostra redazione ci dichiara di essere sereno e fiducioso nell’operato dei giudici ,d’altronde rimarca dalla Pubblica Accusa non ci si può aspettare in udienza un’assoluzione nel merito.

Peccato però perché se le indagini fossero state gestite in diverso modo oggi avremmo assistito ad un processo diametralmente opposto . Vero  continua il Marini che certi personaggi che conosci da decenni e ne studi quando ai tempo il loro comportamenti  vanno aiutati perché è risaputo che fare una vita solitaria senza alcun rapporto sociale all’interno della comunità si ripercuote in modo negativo sulla psiche della persona. Dispiace che certi soggetti provino piacere nel vedere i propri concittadini nelle maglie della giustizia. Nel  mio paese ci sono tante brave e oneste persone molte delle quali hanno avuto problemi con il soggetto a me conosciuto.

Di certo Sini Giorgio non sta nei miei pensieri.Nel querelare il Sini Giorgio  ho fatto esclusivamente  il mio dovere da libero  cittadino e rifarei tutto nuovamente con lealtà e onestà. Nessuno sta al di sopra della legge.  Non ho altro da aggiungere .Dopo 7 anni la sentenza di primo grado è fissata per  il 31 marzo 2023.

In caso di appello si chiederà al Procuratore Generale di riaprire l’indagine in capo al Sini Giorgio.

Leggi l’articolo su: Sardegna Reporter

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