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Caccia britannici e tedeschi intercettano un aereo russo sull’Estonia

Oltre dieci jet militari russi della flotta del Mar Baltico, tra Su-27 e Su-30SM, hanno condotto oggi un’esercitazione nel cielo sopra Kaliningrad per simulare l’intercettazione e la distruzione di obiettivi nemici convenzionali. A renderlo noto è stato il servizio stampa della flotta citato dall’agenzia Tass. Una notizia che arriva dopo che aerei da caccia della Royal Air Force (Raf) britannica e dell’aeronautica tedesca hanno intercettato un aereo militare russo sullo spazio aereo dell’Estonia, secondo la Bbc, che non cita fonti. L’aereo russo, un quadrimotore da trasporto e rifornimento in volo Ilyushin Il-78 Midas, volava fra l’enclave russa di Kaliningrad e San Pietroburgo, ed è transitato sullo spazio aereo estone, sul Baltico, senza annunciare il suo passaggio al controllo aereo di Tallinn. I due aerei che l’hanno intercettato, due Typhoon decollati per l’occasione, uno tedesco, l’altro britannico, hanno scortato l’Il-78 fuori dallo spazio estone.

Resta altissima intanto la tensione dopo l’intercettazione e il danneggiamento da parte di un jet russo di un drone spia americano, costretto a schiantarsi nel Mar Nero. L’incidente, il primo del genere da quando è scoppiata la guerra in Ucraina oltre un anno fa, rischia di alzare il rischio di un allargamento del conflitto, nonostante tutti gli sforzi di Joe Biden di non farsi trascinare in uno scenario da Terza guerra mondiale: basta un errore o una manovra mal calcolata ad accendere la spirale della ritorsione, con lo spettro di uno scontro aperto tra le due potenze nucleari.

La Russia ha chiesto agli Usa di mettere fine a quelle che chiama le “inaccettabili attività militari vicino ai confini russi”, secondo quanto ha dichiarato l’ambasciatore
russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, citato dall’agenzia Ria Novosti. “Sappiamo tutti – ha aggiunto Antonov – a cosa servano queste ricognizioni di velivoli senza
pilota. Cioè a raccogliere informazioni di intelligence che poi l’Ucraina usa per colpire la Russia”. Mosca si aspetta dunque che Washington “metta fine ai voli
vicino ai confini russi”, che definisce “ostili”. 

Antonov, convocato dall’assistente del segretario di stato per gli affari europei Karem Donfried, ha però ribadito che la Russia non vuole lo “scontro” con gli Stati Uniti, osservando comunque che “per come la vediamo, gli aerei americani non dovrebbero trovarsi vicino al confine russo”. “Potete immaginare se un drone del genere apparisse improvvisamente vicino a New York o San Francisco?”, ha chiesto, anche se l’incidente è avvenuto nello spazio aereo internazionale.

Ad alimentare ulteriormente la tensione era stato direttamente Vladimir Putin, che ha definito il conflitto in Ucraina “una guerra per la sopravvivenza stessa dello Stato russo” e rilanciato le accuse agli Usa per il sabotaggio del gasdotto Nordstream. Secondo la versione del Pentagono, verso le 7 del mattino in Italia due caccia Su-27 russi hanno intercettato un drone di sorveglianza americano MQ-9 ‘Reaper’ e uno di essi ne ha urtato l’elica, causandone lo schianto nel Mar Nero. Diverse volte prima della collisione, i due jet hanno volato pericolosamente di fronte al drone e vi hanno anche scaricato sopra del carburante, forse nel tentativo di danneggiarlo o accecarlo.

“Il nostro velivolo MQ-9 stava conducendo operazioni di routine nello spazio aereo internazionale quando è stato intercettato e urtato da un aereo russo, che ha provocato un incidente e la completa perdita del drone”, ha riferito il generale dell’aeronautica statunitense James Hecker, che sovrintende alla Us Air nella regione. “Questo atto pericoloso e poco professionale da parte dei russi ha quasi causato la caduta di entrambi i velivoli”, ha aggiunto. Diversa la versione di Mosca, secondo cui i suoi jet si sono alzati in volo perchè il drone volava con i transponder spenti verso il confine russo ma non hanno usato armi nè sono entrati in contatto: “A seguito di brusche manovre, il veicolo aereo senza pilota MQ-9 è entrato in volo incontrollato con perdita di quota e si è scontrato con la superficie dell’acqua”.

L’amministrazione Biden, pur condannando l’episodio e convocando l’ambasciatore russo per protestare, è sembrata gettare acqua sul fuoco, inquadrando per ora l’incidente come un’intercettazione spericolata. La missione di ricognizione del velivolo (Usa, ndr) senza pilota MQ-9 sopra il Mar Nero è stata una provocazione, ha affermato l’ambasciatore russo negli Stati Uniti.

In un briefing telefonico il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby ha ricordato che non è insolito per gli Usa e la Russia avere confronti aerei ad alta quota sullo sfondo della guerra in Ucraina. “Ci sono state altre intercettazioni simili, anche se questa è degna di nota perché è stata pericolosa e poco professionale e ha causato l’abbattimento di un velivolo statunitense, quindi è unica al riguardo”, ha detto Kirby, dopo aver riferito che il commander in chief, Joe Biden, è stato subito informato dell’episodio.

“Non sappiamo quale fosse l’intenzione dei russi, ma se il messaggio era quello di esercitare deterrenza contro i nostri sorvoli nello spazio aereo internazionale sul Mar Nero è destinato a fallire”, ha messo in guardia. Prima dell’incidente però lo zar aveva lanciato un paio di messaggi all’Occidente. Il primo è che la Russia in Ucraina sta lottando per “la sopravvivenza” della sua “statualità”, dopo che l’Occidente ha cominciato le sue pressioni a seguito del crollo dell’Urss. E non è un mistero che la dottrina nucleare russa prevede l’impiego di armi atomiche in caso di minacce “esistenziali” al Paese. Il secondo è che non crede alla versione – accreditata dall’intelligence Usa – del Nord Stream sabotato da attivisti ucraini: “E’ una totale sciocchezza. Gli atti terroristici compiuti contro il gasdotto sono stati commessi da uno Stato”, ha accusato Putin, sostenendo che gli Stati Uniti erano interessati a far esplodere le condotte del Nord Stream.

Leggi l’articolo su: Ansa.it

Ansa

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