SASSARI. Decidere di vendere la propria casa e scoprire dal notaio, con grande sorpresa, che sull’appartamento grava un vincolo di cui non si conosceva l’esistenza. Sono almeno tremila i sassaresi in queste condizioni, ma potrebbero essere molti di più se si considera che tre quarti della città sono stati costruiti su terreni espropriati, in passato, per ragioni di pubblica utilità.

Il vincolo. Si chiama vincolo di superficie, ed come una specie di “peccato originale” legato al fatto che quell’immobile, a suo tempo, era stato venduto a prezzo agevolato. In buona sostanza, quell’agevolazione, che aveva consentito all’impresa o alla cooperativa di vendere a una cifra più bassa, dovrà essere compensata, in caso di vendita o affitto, con un versamento proporzionato all’immobile. Per andare incontro ai cittadini, Palazzo ducale, dopo un censimento, ha attivato una banca dati consentendo a coloro che volessero regolarizzare la posizione di versare una quota variabile stimata dai tremila ai cinquemila euro.

Cosa fare. I dettagli di questa operazione sono stati illustrati ieri mattina, nella sala conferenze del Comune, dall’assessore Ottavio Sanna (Politiche per la casa) affiancato da Elisa Piacentini, vice presidente della Rst (Risorse sviluppo e territorio) e dai funzionari del settore, Paolo Valle, Davide Chessa e Mauro Panu. Casi come quello appena descritto se ne sono verificati diversi e già trecento proprietari hanno messo mano al portafogli dopo essere stati informati dal notaio, durante la lettura del rogito, che l’appartamento poteva essere venduto non al prezzo di mercato, appena concordato con l’acquirente, ma a una cifra nettamente inferiore. Insomma, quel cittadino risultava proprietario a pieno titolo dell’immobile, ma non della superficie occupata.

Il riscatto. L’aspetto bizzarro della questione è che il riscatto è variabile, cifre diverse anche tra immobili dello stesso edificio, sulla base di una calcolo fatto valutando alcuni parametri come l’estensione, la posizione, l’età e altri ancora. Per facilitare le cose, il Comune ha attivato un ufficio dedicato, lo “sportello per il riscatto delle aree convenzionate”, in via Dalmazia 19/B.

La domanda. Coloro che lo desiderano possono presentarsi allo sportello con il proprio documento d’identità e quello di ogni proprietario dell’immobile nonché di una copia del rogito. Dopo una rapida verifica, gli operatori sono in grado di stabilire se l’immobile rientra tra quelli gravati da vincolo e contestualmente anche di calcolare la somma da versare. Versamento che potrà essere anche dilazionato, o usufruendo di un’agevolazione al 10 per cento. Quindi si stipula un altro atto notarile, questa volta senza vincoli di sorta. Da un calcolo parziale l’operazione, nel breve e medio periodo, porterà nelle casse comunali un “tesoretto” di circa dieci milioni di euro che potrebbe essere incrementato tenuto conto del fatto che i tremila cittadini attualmente stimati possono essere molti di più.

I fondi. «Questi fondi – ha tenuto a precisare l’assessore Ottavio Sanna – saranno reinvestiti per finanziare progetti di politiche della casa”. L’ufficio di

via Dalmazia è attivo da maggio a settembre il martedì dalle 10 alle 14 e il giovedì dalle 16 alle 20; da ottobre ad aprile, il martedì dalle 10 alle 14 e il giovedì dalle 15 alle 19. Si può anche scrivere all’indirizzo mail: sportellopeep@comune.sassari.it o telefonare allo 079.295732.

fonte: La Nuova Sardegna