SASSARI. Ragazzi caduti in battaglia. Studenti partiti al fronte per difendere la Patria e dei quali quasi nessuno parla. Ora – nel centenario della Grande Guerra – l’Università e la Brigata Sassari con un atto di impegno unitario riavvolgono la pellicola dei ricordi e creano un momento di riflessione che coinvolge la città e tutta la Sardegna. L’obiettivo è quello di valorizzare le gesta dei 17 studenti universitari caduti in combattimento e ai quali sarà reso omaggio con l’inaugurazione di una lapide.

L’appuntamento è per lunedì 12 novembre, una giornata importante per la Brigata Sassari e l’Università. In realtà sarà una data da ricordare anche per la città di Sassari e la Sardegna. La lapide è collocata nel giardino interno dell’Ateneo sassarese e in questi giorni Brigata e Università stanno portando avanti una corsa contro il tempo per una “chiamata” che mira a coinvolgere i familiari di tutti i 17 studenti caduti in battaglia. Ne mancano ancora alcuni all’appello e per questo dagli ambienti universitari e militari è partita una richiesta a chiunque conosca o sia in grado di attivare i contatti a dare il proprio contributo.

La Brigata Sassari e l’Università – artefici dell’iniziativa – infatti vorrebbero che alla cerimonia (prevista a partire dalle 15,30 nell’aula magna di piazza Università) partecipassero i familiari di tutti i 17 studenti universitari caduti in combattimento, ai quali in questa occasione si vuole rendere omaggio.

E per questo sono stati anche resi noti i nominativi per i quali non si è ancora riusciti a rintracciare i parenti: Mario Allegretti (figlio di Angelo), nato il 30 aprile 1897 a Bono, iscritto in Farmacia; Pietro Delogu (figlio di Giovanni), nato il 6 marzo 1890, probabilmente a Banari; Ernesto Manca, figlio di Emanuele, nato il 31 ottobre 1893 a Sassari, studente di Giurisprudenza; Mario Satta, figlio di Pietro, nato a Sassari il 14 maggio 1896, iscritto in Medicina; Bartolomeo Secci, figlio di Giovanni, nato il 10 febbraio 1891 a Dorgali; Salvatore Solinas, figlio di Giuseppe, nato l’11 agosto 1891 a Sorso, studente di Giurisprudenza; Antonio Viale, figlio di Giacomo, nato il 14 gennaio 1893 a Sassari, e Nicolò Calamia di Ghibellina.

L’appello è rivolto a tutti coloro che avessero informazioni su questi caduti o sui loro familiari, affinché collaborino per fare diventare concreto l’impegno assunto dall’Università e dalla Brigata Sassari. É possibile contattare direttamente l’Ateneo di Sassari all’indirizzo e-mail cerimoniale@uniss.it (preferibilmente entro la giornata di domani 8 novembre).

Intanto è stato diffuso anche l’elenco degli altri studenti universitari che hanno perso la vita durante la prima Guerra mondiale e che saranno ricordati durante la cerimonia in programma lunedì 12 novembre. Si tratta di Giuseppe Anfossi, Domenico Angioj, Antonio Flumene, Girolamo Pes, Pietro Solinas, Carlo Temussi, Giovanni Vargiu, Francesco Vargiu e Fulvio Duce.

Con questa iniziativa assunta in collaborazione con la Brigata Sassari, l’Ateneo sassarese diventa protagonista di un momento che mette insieme storia, valori umani e ideali. E soprattutto fissa ricordi preziosi che sono cari alla comunità scientifica, ma soprattutto a quella “semplice” e popolare delle famiglie. In altre università italiane – è il caso di Bologna – proprio quest’anno sono stati individuati i discendenti degli studenti caduti in guerra e nei giorni scorsi l’Alma Mater ha voluto riconoscere il titolo di studio a chi, iscritto all’Ateneo bolognese, fu chiamato a combattere e perse la vita in battaglia. Laurea honoris causa attraverso i discendenti, a quei ragazzi arrivati da tutta Italia per studiare

all’Università di Bologna, chi Giurisprudenza e chi Ingegneria, chi Medicina e chi Lettere. La guerra li condusse al fronte, dove il loro percorso universitario venne tragicamente interrotto. Proprio come quei ragazzi sardi che studiavano a Sassari.

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fonte: La Nuova Sardegna