SASSARI. Il regalo di Natale è arrivato martedì sera, impacchettato in una “pec”, inviata dall’assessorato regionale alla Sanità. Ed è deflagrato nelle stanze della direzione generale Aou, da allora incessantemente all’opera a caccia di una possibile soluzione. La mazzata è pesante, e dagli effetti potenzialmente devastanti. La Regione ha infatti intimato all’azienda mista di congelare tutte le procedure di stabilizzazione in corso, a causa di uno sforamento nel budget economico triennale. Si tratta di 236 tra medici, paramedici, tecnici e amministrativi, alcuni di lunghissimo corso, e tutti all’opera nei gangli vitali dell’azienda di viale San Pietro. Personale che, dopo anni (se non lustri) di precariato selvaggio erano all’ultimo metro di un complesso iter che li avrebbe portati all’assunzione.

Iter finito in un vicolo cieco dopo la mail galeotta, anche se la direzione generale dell’Aou non appare intenzionata a cedere: «La Regione – fa sapere in una nota – ha sollevato alcune eccezioni sui documenti di programmazione economico-finanziaria dell’Azienda, così come anche di altre aziende del sistema sanitario regionale. L’Aou intende procedere alle stabilizzazioni e al rinnovo dei contratti per la gestione dei servizi. Per questo motivo, ha chiesto all’assessorato regionale della Sanità un incontro che si svolgerà la prossima settimana».

Le procedure non si bloccano insomma, anche se la graduatorie, praticamente fatte, rimarranno nei cassetti in attesa dell’incontro urgente chiesto da D’Urso (che pare abbia avuto un primo informale chiarimento con l’assessore Arru). I margini di manovra ci dovrebbero essere, anche perché i parametri presi a riferimento dalla struttura tecnica dell’assessorato regionale sono formalmente corretti quanto “politicamente” discutibili. «Le osservazioni censorie comunicate alla Aou di Sassari sono preoccupanti – attacca il sindaco Sanna –. La stabilizzazione del personale avverrebbe a saldo zero. Anzi rappresenta una riduzione della spesa sanitaria e non già un aggravio. Occorre che l ‘assessore regionale alla Sanità Luigi Arru convochi subito un incontro chiarificatore con le sue strutture tecniche dell’Aou di modo che sia evidente che la stabilizzazione è una condizione “sine qua non” per raggiungere i risultati di riduzione della spesa con personale motivato, che già al momento garantisce la piena funzionalità ed efficienza degli ospedali sassaresi. Quella dell’apparato burocratico è una presa di posizione che va corretta nell’interesse di tutto il sistema».

Di sicuro la mancata stabilizzazione, e per molti l’impossibilità di un ulteriore rinnovo, dei 236 tra medici, paramedici e amministrativi, renderebbe impossibile la prosecuzione delle attività in molti reparti ospedalieri, e farebbe saltare in aria la macchina tecnico-amministrativa dell’Aou. E il clima che da ieri si respira nei reparti e negli uffici, nonostante la lettera della Regione dovesse essere “riservatissima”, è a dir poco elettrico. Anche perché le procedure di stabilizzazione, attese da anni, arrivavano a conclusione di un percorso lungo e complesso, partito a marzo, dopo aver attivato un censimento interno per il monitoraggio dei lavoratori in possesso dei requisiti. Seguito dall’approvazione del piano di stabilizzazione a giugno, alla rimodulazione della dotazione organica a settembre. E ancora dal parere favorevole espresso dal collegio sindacale sulla compatibilità dei costi, dal varo del piano finale e della procedura, alla pubblicazione dei bandi. E infine, attese a giorni, dalle graduatorie, col via libera, entro la fine dell’anno, alle assunzioni. «Considerano – attacca Antonio Monni, della Fp -Cisl – anche la scadenza delle graduatorie al 31

dicembre utilizzate dalle aziende sanitarie per le sostituzioni del personale assente e sostituzioni per posti vacanti, che la Regione deve prorogare, l’azienda si avvia al caos totale. Il blocco delle stabilizzazioni è inaccettabile. E va assolutamente respinto al mittente».

fonte: La Nuova Sardegna