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Spiagge off limits ai cani: La Lida fa ricorso al Tar

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Spiagge off limits ai cani: La Lida fa ricorso al Tar

Date: Jul 16, 2019
Author: La Nuova Sardegna 24 Nessun commento

SASSARI. L’estate non è esattamente la stagione preferita dagli amici a quattro zampe. Non hanno una zip per levarsi la pelliccia, sono a rischio abbandono, e da quest’anno non possono più nemmeno farsi un bagno al mare. Infatti l’Ordinanza Balneare 2019 della Regione Sardegna (Determinazione Assessore EE. LL 1113 del 20-05-2019) pone il divieto di transitare e sostare con i cani durante tutta la stagione balneare (cioè dal 1 di aprile al 31 di ottobre) dalle 8 del mattino sino alle 8 di sera, su tutte le spiagge del territorio regionale. A meno che i Comuni dove si trovano non abbiano ritagliato nel litorale uno spicchio di arenile attrezzato a dog beach, o i gestori degli stabilimenti balneari non siano particolarmente cinofili da aver chiesto e ottenuto concessione e adeguato i propri spazi. Altrimenti al mare, per i cani, va bene con lo sfondo dell’alba e del tramonto. Per chi non rispetta le prescrizioni, la multa è salata ed è prevista dal Codice della navigazione al capitolo sull’inosservanza delle ordinanze balneari. Insomma, chi porta il proprio cane in spiaggia durante il giorno, può beccarsi una sanzione da 200 euro.La Lida di Sassari non è molto entusiasta di tutti questi paletti. Così la presidente Maria Carboni, assieme a un’amica che possiede un meticcio particolarmente acquatico, hanno deciso di fare ricorso al Tar. Si sono rivolti agli avvocati Vittore Davini e Marcello Bazzoni per chiedere l’annullamento dei divieti e la sospensiva. In sintesi l’idea di fondo è questa: i proprietari di animali sono migliaia, e proibire l’accesso alle spiagge libere per un arco temporale così ampio diventa penalizzante e discriminatorio. Tanto più che il provvedimento si concentra esclusivamente sui veti, ma non li motiva in maniera puntuale. I legali hanno studiato le carte e la giurisprudenza di riferimento, e si sono accorti che c’erano già diversi pronunciamenti da parte dei giudici: «Già altri Tribunali Amministrativi, come quello della Calabria, Basilicata e di recente il Tar del Lazio (Latina), hanno dichiarato illegittime le ordinanze che vietavano l’accesso dei cani alle spiagge». Le ragioni di questa bocciatura si riferiscono alla carenza di motivazione, illogicità, ingiustizia e disparità di trattamento, nonché violazione di norme costituzionali sul diritto di libera circolazione sul territorio nazionale. A dire il vero, anche lo stesso Tar Sardegna con sentenze del 2012 e 2016 si era espresso su una fattispecie per certi versi simile. Infatti aveva, a suo tempo riconosciuto illegittimo il divieto di accesso ai cani (seppur tenuti al guinzaglio e con museruola) ai giardini pubblici dei comuni di Isili e Nuragus, rilevando che «non è dato alcun modo di comprendere quale sia il notevole disagio e rischio per la cittadinanza, in particolare per bambini, disabili ed anziani». Gli avvocati, partendo da queste premesse, provano a smontare l’impalcatura delle prescrizioni regionali. «Se il rischio per la cittadinanza è relativo alla mancata raccolta delle deiezioni dei cani da parte dei proprietari, lo si può benissimo risolvere con delle multe a carico dei trasgressori e non vietando indiscriminatamente l’ingresso dai cani nelle aree verdi». E ancora: «Non ha molto senso richiamare un ipotetico pericolo per l’igiene pubblica, per impedire ai cani l’ingresso agli arenili». Della serie: se i cani costituiscono una pregiudiziale alla salute dalle 8 alle 20, non si capisce perché lo stesso non valga nelle ore precedenti o successive. Basterebbe rispettare i vincoli di pulizia, vaccinazione, e via dicendo. Infine l’ultima annotazione: «I divieti violano anche le norme europee, nazionali e regionali che riconoscono il valore sociale degli animali di affezione grazie al contributo che gli stessi forniscono alla qualità della vita, nonché le norme sulla prevenzione del randagismo e sulla lotta all’abbandono di animali, fenomeno particolarmente grave nei mesi estivi». A fine mese si vedrà se il Tar Sardegna accoglierà il ricorso della Lida.

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12 luglio 2019

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