SASSARI. Quando davanti all’evidenza e alle domande sempre più pressanti dei carabinieri il castello di scuse e giustificazioni è crollato ed è arrivato il momento della telefonata ai genitori, la strafottenza iniziale si è trasformata in disperazione.

Solo in quel momento – quando i militari hanno telefonato a casa – due studenti sassaresi di appena 16 anni, bloccati martedì all’ora di cena con uno zainetto pieno di marijuana, hanno capito in quale guaio si erano ficcati.

Il blitz è scattato due sera fa in via Arborea, durante i controlli straordinari nel centro storico predisposti dal prefetto Giuseppe Marani. Il passaggio di un macchina dell’Arma in una via a quell’ora solitamente deserta e in cui i due ragazzini pensavano di sentirsi al sicuro li ha fatti sobbalzare entrambi. Il cuore – davanti ai lampeggianti e alla divise – ha iniziato a battere sempre più forte e i due ragazzini hanno provato a disfarsi maldestramente di uno zainetto.

Insospettiti da quell’operazione non riuscita, i carabinieri hanno deciso di vederci chiaro. E in effetti all’interno di quello zaino poggiato in mezzo alla strada davanti agli occhi dei carabinieri c’era un sacchetto contenente 54 grammi di marijuana che i due avevano appena acquistato o che forse dovevano consegnare a qualcuno nella penombra di via Arborea.

Provenienti da ottime famiglie e residenti in altri quartieri della città, i due hanno inizialmente negato che quella droga appartenesse a loro. Ma quando i militari, coordinati dal maggiore Fabio Melci, hanno trovato nelle loro tasche un bilancino di precisione e dei trita erba, le loro giustificazioni hanno iniziato a vacillare. Sono crollate definitivamente quando all’interno delle rispettive abitazioni pochi minuti più tardi sono stati rinvenuti altri 21 grammi di marijuana suddivisi in vari contenitori, un bilancino di precisione e vari ritagli in cellophane comunemente utilizzati per il confezionamento delle sostanze stupefacenti. «Siamo sconvolti» hanno detto i genitori dei due ragazzi quando all’ora di cena si sono visti piombare dentro casa i carabinieri pronti a rovistare tra le loro cose alla ricerca di droga. Dopo la perquisizione, considerato che il materiale rinvenuto nelle abitazioni ha consentito di escludere l’uso personale, è scattata per entrambi la denuncia per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I due ragazzi a tarda sera sono stati affidati ai rispettivi genitori in attesa dei provvedimenti della autorità giudiziaria.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni , che segue con particolare attenzione

i fenomeni legati alla diffusione della droga tra i giovani nonché gli episodi di bullismo e violenza, persegue in modo deciso e concreto i reati commessi dai minori, i quali, sono soggetti alle norme penali, possono essere processati ed essere destinatari di misure di sicurezza.

fonte: La Nuova Sardegna