OSSI. La notizia della tragedia è arrivata in paese in prima notte, sospinta inesorabilmente dalla rete web sulla quale Sara era abituata a navigare e aveva numerosi contatti. Incredulità e sconcerto sono state le prime reazioni tra amici e compaesani e tanti i commenti sulla possibile dinamica dell’incidente avvenuto, forse non a caso, in quel curvone della strada provinciale noto per la sua pericolosità: strada bagnata, guasto meccanico o cos’altro?

Molti gli interrogativi ai quali si attende una risposta. Difficile comunque accettare che la sorte avesse proprio lì teso il suo ferale agguato a Sara, volto dolce e simpatico con tante amicizie, mentre rientrava a casa da Sassari, doveva aveva trascorso la serata in compagnia del fidanzato, lungo un percorso a lei ben noto e abituale. Stavolta però l’attesa del padre Angelo e della madre Rosa si è rivelata vana. Pian piano l’incredulità ha lasciato spazio alla presa di coscienza dell’amara realtà che una nuova vittima della strada era da aggiungere a tante altre e discorsi e commenti sono proseguiti e hanno preso altre forme col sopraggiungere della nuova giornata. Sara Sechi era figlia di Angelo, dipendente comunale e presidente della Banda musicale Santa Cecilia di Ossi, benvoluto in paese per la sua disponibilità e per l’impegno nel lavoro; viveva con i genitori ed era la più grande di tre sorelle. Da circa dieci anni lavorava con la cooperativa Serenissima, dove aveva iniziato la sua attività, conseguendo mano a mano delle specializzazioni e ampliando e migliorando il suo bagaglio professionale e umano, sempre apprezzata dai colleghi e dalle persone che le venivano affidate.

Proprio in questi giorni aveva firmato un nuovo contratto con la cooperativa per l’assistenza agli anziani, e stavolta era un contratto a tempo indeterminato.

Tutto il paese si è stretto attorno alla famiglia. Solidarietà è stata espressa dai colleghi del padre Angelo, dagli amministratori comunali e dai colleghi di Sara nella cooperativa

Serenissima. Intanto proseguono gli accertamenti presso l’Ospedale civile di Sassari mentre le forze dell’ordine hanno provveduto al sequestro delle due automobili (una Fiat 500 e una Toyota Rav4) per stabilire se all’origine dell’incidente possa esserci stato un guasto meccanico.

fonte: La Nuova Sardegna