SASSARI. Ormai da settimane circolano banconote sospette in città. Soprattutto nel taglio da 50 euro: vengono spese soprattutto nelle sale giochi e anche in alcune attività dei centri commerciali dove l’afflusso di clienti è maggiore.

Le segnalazioni hanno fatto scattare l’attenzione delle forze dell’ordine e – a quanto pare – gli agenti della squadra mobile della questura di Sassari hanno avviato una serie di attività finalizzate a stabilire la provenienza delle banconote che sarebbero macchiate da inchiostro antirapina. L’obiettivo è soprattutto quello di capire chi le ha messe in circolazione e in che modo le persone che le stanno spendendo in “postazioni” strategiche ne sono entrate in possesso. Insomma, si punta a stabilire se esiste un legame tra le persone, anche con riferimenti ad altre zone della Sardegna.

Al momento non sono trapelati particolari ma pare che le banconote (alcune sarebbero già state recuperate e da lì l’indagine avrebbe preso una pista precisa) provengano da uno o più colpi messi a segno in bancomat della Sardegna.

Non è la prima volta che succede. I soldi “macchiati” sono facilmente individuabili e basta scorrere i numeri di serie delle banconote per ricostruire la provenienza e, quindi, anche la data dell’eventuale rapina. La particolarità degli ultimi tempi sta nel fatto che i pezzi da 50 – soprattutto quelli – segnati con l’inchiostro indelebile antirapina vengono utilizzati principalmente nelle macchinette cambia soldi di sale giochi e di altre strutture. Prevalentemente quindi dove ci sono macchinette e distributori automatici, non direttamente nelle casse dove il personale può rendersi conto con uno sguardo attento che si tratta di denaro “sporco”.

Carabinieri e polizia, ma anche la guardia di finanza nell’ultimo periodo hanno lavorato con attenzione per contrastare i flussi di denaro che proviene da percorsi illegali (non solo in Sardegna, talvolta viene

riciclato anche denaro imbucato da altre realtà italiane). Le indagini, ovviamente, sono rivolte alle rapine ai bancomat ma anche a eventuali colpi ai portavalori che hanno avuto come conseguenza la segnatura delle banconote con l’inchiostro azzurro indelebile antirapina. (g.b.)

fonte: La Nuova Sardegna