SASSARI. Il futuro del Pd e del Comune di Sassari si deciderà domani sera in via Mazzini. Lunedì, al termine di una riunione della direzione e dell’assemblea cittadine durata cinque ore, i dem hanno segnato il primo round nella resa dei conti fra il gruppo consiliare, il sindaco e il partito.

La riunione, convocata per risolvere l’ennesima crisi interna scoppiata a fine aprile a Palazzo Ducale, e culminata con le dimissioni da capogruppo di Carla Fundoni e con l’addio al gruppo Pd della consigliera Lisa Benvenuto, ha messo subito il sindaco, Nicola Sanna, contro l’ala renziana e popolare-riformista del partito: da una parte il primo cittadino ha proposto al Pd di fare un passo indietro sull’assessorato alla Cultura, vacante da un anno, e di lasciarlo nella disponibilità degli alleati, e di proseguire uniti fino alla chiusura naturale della legislatura.

Dall’altra parte il segretario cittadino, Gianni Carbini, ha chiarito che il partito intende arrivare fino alla fine del mandato a Palazzo Ducale, ha chiesto a Carla Fundoni di ritirare le dimissioni da capogruppo, a Lisa Benvenuto di rientrare nel gruppo consiliare, e ha disegnato un futuro immediato diverso da quello ipotizzato da Nicola Sanna: un rimpasto in giunta, subito, un aggiornamento del patto di fine consiliatura fissando dei punti strategici da raggiungere, e poi, statuto alla mano, primarie di partito e di coalizione entro novembre per scegliere il candidato sindaco del 2019.

Una sfida aperta a Sanna che, da reggente uscente, si aspetta una ricandidatura d’ufficio, come in passato è stata garantita a Gianfranco Ganau. La discussione iniziata alle 17.30 è andata avanti in un clima tutt’altro che amichevole fino alle 22 e 30, quando è stato deciso di aggiornare a domani la riunione, per proseguire con il confronto e portare al voto la direzione cittadina sulla proposta di primarie avanzata da Carbini. Nel frattempo il segretario provinciale, Gianpiero Cordedda, ha chiesto espressamente al sindaco di soprassedere sulla nomina del nuovo assessore alla Cultura, perché non è affatto scontato che il Pd sia disposto a cedere quel tassello della giunta comunale agli alleati. Ieri sera in Consiglio comunale Nicola Sanna non ha annunciato nessun nuovo ingresso nell’esecutivo, anche se a Palazzo Ducale danno per certo che il sindaco abbia già in tasca l’assegnazione della delega alla Cultura. Dopo avere tenuta libera la poltrona per un anno aspettando che il Pd indicasse il nome del prescelto, Sanna scalpita

per la nomina: il posto dovrebbe essere occupato da un’assessora in quota Upc, si fa il nome di una sindacalista Cisl, ma a mettersi di traverso, oltre al Partito democratico, potrebbero esserci anche le altre forze della coalizione di centrosinistra, sempre che ancora ne esista una.

fonte: La Nuova Sardegna