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Reddito di cittadinanza, interessa 220mila sardi ma c’è l’incognita navigator

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Reddito di cittadinanza, interessa 220mila sardi ma c’è l’incognita navigator

Date: May 20, 2019
Author: La Nuova Sardegna 23 Nessun commento

SASSARI. Il D-day è arrivato. L’invasione dei Caf e degli uffici postali per la presentazione fisica dei moduli per il reddito di cittadinanza, ma anche il picco di traffico sulla rete telematica per la presentazione delle richieste online sul sito internet dell’Inps, sono però gli ultimi tra i problemi che riguardano la porzione sarda del sussidio studiato per combattere la povertà. Nell’isola si pensa al passo successivo, cioè quando i soldi saranno sui conti correnti e il patto di lavoro, o il patto di reinserimento per le persone non collocabili dal punto di vista lavorativo, sarà firmato e in attesa di essere onorato.

Reddito e patto. Non ci sono dubbi sul fatto che i bonifici arriveranno. Potrebbe esserci qualche ritardo, i primi pagamenti potrebbero arrivare a maggio invece che ad aprile ma le previsioni dicono che non ci saranno problemi. I circa 220mila sardi che hanno diritto al reddito di cittadinanza otterranno il sussidio. I grattacapi inizieranno dopo e, allo stato attuale, è molto complicato immaginare la chiusa del cerchio. Le zone d’ombra sono diverse e riguardano l’autocertificazione, l’inserimento lavorativo, la figura del navigator ma anche il taglio del 20 per cento del reddito nel caso la cifra messa a disposizione non venga spesa per intero. Non solo, i soldi non possono essere cumulati, quindi eventuali risparmi verranno azzerati alla fine di ogni mese. Ecco perché le stime economiche sul reddito dovranno essere riviste al ribasso, anche se ancora è ovviamente impossibile stabilire le cifre.

L’isola dei navigator. Il nome è stato scelto dal professor Domenico Parisi , docente di Demografia e statistica dell’università statale del Mississippi scelto dal vice premier Di Maio per guidare l’Anpal e seguire la riforma dei centri per l’impiego e l’attuazione del reddito di cittadinanza. Oltre a questo, però, si sa molto poco. Anzi, praticamente nulla. Nel giorno in cui iniziano le richieste del reddito di cittadinanza l’unica proiezione riguarda il numero dei trovalavoro che dovranno realizzare la seconda fase del piano del governo, la più importante. Per ora si sa solo che saranno 300: «Purtroppo è così – spiega Massimo Temussi, direttore dell’agenzia regionale per il lavoro (Aspal) –, siamo in contatto quotidiano con l’Inps per quanto riguarda l’assegnazione del reddito e, file a parte, credo che non ci saranno problemi e che tutti otterranno il reddito di cittadinanza. Bisognerà però fare attenzione perché l’assegnazione si basa, oltre che sul modello Isee, anche su un autocertificazione che i cittadini dovranno presentare al momento della richiesta. A oggi, però, non è chiaro cosa succederà in caso di dichiarazioni sbagliate, magari anche in buona fede. I tempi di controllo saranno lunghi e dunque molti si chiedono che fine faranno i soldi assegnati indebitamente. Ci sarà qualcuno che andrà a recuperarli?».

Difficile, ma i primi dubbi lasciano subito spazio alle lande inesplorate di un piano che entra in azione nonostante sia pronto solo a metà: «In effetti la parte del post bonifico è in alto mare – continua Temussi – e dei navigator sappiamo davvero poco. Questo è un problema che ci interessa da vicino perché se saranno 300, come pare, 120 saranno gestiti direttamente dall’Aspal mentre gli altri 180 saranno inquadrati nell’Anpal, l’agenzia nazionale. Il problema è che non sappiamo nemmeno con quale contratto dovranno essere assunti». Un altro punto interrogativo riguarda la formazione: «Su questo possiamo dire di partire avvantaggiati rispetto al resto della Penisola. I nostri centri per l’impiego funzionano molto bene, hanno un database aggiornatissimo e hannogià svolto incarichi complicati. Tuttavia l’idea di dover formare in poco tempo persone che non hanno mai avuto a che fare con il mondo del lavoro, e che dopo il corso dovranno essere in

grado di trovare il lavoro agli altri, ci spiazza e ci preoccupa. Non sarà facile». Non solo, il tempo a disposizione dei navigator non è molto: entro 18 mesi dall’assegnazione del reddito si rischia già di perdere il diritto al rinnovo del sussidio in caso di mancato inserimento lavorativo.


fonte: https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2019/03/07/news/reddito-di-cittadinanza-interessa-220mila-sardi-ma-c-e-l-incognita-navigator-1.17781406

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