SASSARI. Il Tar ha accolto il ricorso presentato da un agricoltore sassarese contro il Puc che aveva trasformato la classificazione urbanistica dei suoi terreni da “zona agricola” a “discariche dismesse”, e obbliga ora il Comune a una variante per restituire la destinazione agricola a quei campi. Una variante però che non convince Commissione urbanistica di Palazzo ducale: la pratica è stata sospesa e sarà convocata una riunione congiunta con la commissione Ambiente per stabilire se quei terreno sono realmente inquinati o no.

Il peccato originale dei terreni dell’imprenditore agricolo Fabrizio Sanna, è quello di essere adiacenti all’ex discarica comunale di Calancoi. Tanto vicini da rientrare nell’ampia zona inserita nei Sin, i Siti di interesse nazionali contaminati e da bonificare. Così il Comune, nella predisposizione del Piano urbanistico ha cambiato la classificazione degli appezzamenti di Sanna, indicandoli come ex discariche, e quindi come un’area potenzialmente inquinata.

Una modifica urbanistica non supportata da alcun dato scientifico. Così l’agricoltore, impossibilitato a proseguire la sua attività su un terreno con destinazione urbanistica diversa da quella agricola, si è rivolto al Tar per chiedere l’annullamento del Puc, nelle parti in cui è stata cambiata la classificazione dei suoi possedimenti. Le norme tecniche di attuazione del Piano urbanistico prevedono che nelle aree classificate come “discariche dismesse” siano consentiti esclusivamente interventi di bonifica, di messa in sicurezza e recupero: Sanna avrebbe quindi dovuto dire addio all’attività agricola. Nel ricorso l’imprenditore ha contestato “eccesso di potere” da parte del Comune, la mancanza di una istruttoria adeguata, “errore sui presupposti di fatto, violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza nell’esercizio della discrezionalità”. Secondo quanto sostenuto nell’udienza davanti ai giudici del Tar, il Comune non ha fatto un’istruttoria per costatare la reale situazione dei terreni: diversi ettari destinati a pascolo e seminativo con alcune case coloniche, che non risultano compromessi da fenomeni di degrado ambientale. I giudici hanno accolto le contestazioni dell’imprenditore agricolo, appurando che il Comune non ha svolto accertamenti tecnici o scientifici per verificare l’eventuale stato di inquinamento dei terreni che si trovano nei dintorni della ex discarica di Calancoi. Una conclusione tratta anche sulla base della documentazione fornita da Palazzo Ducale, da cui risulta che l’affermazione che quei terreni siano inquinati “non è il frutto di una attività conoscitiva”. La sentenza quindi annulla il Puc di Sassari “nella parte in cui classifica urbanisticamente i terreni di proprietà del ricorrente come zona H3.1”. L’assessore all’Urbanistica, Alessandro Boiano, ha quindi presentato alla Terza commissione la variante al Puc che recepisce il dettato del Tar, ma dal presidente della Commissione, Lello

Panu, e dalla consigliera Valeria Fadda, è stato chiesto lo stop: «Dobbiamo essere sicuri dello stato di quei terreni prima di restituirgli la destinazione agricola. Quindi abbiamo chiesto la convocazione di una riunione congiunta con l’Ambiente». Sarà convocata nei prossimi giorni.

fonte: La Nuova Sardegna