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«Pronto soccorso totalmente rinnovato»

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«Pronto soccorso totalmente rinnovato»

Date: Mar 18, 2019
Author: La Nuova Sardegna 16 Nessun commento

SASSARI. Un pronto soccorso completamente rinnovato, che risponde a logiche di razionalità e funzionalità, in grado di soddisfare le esigenze dei pazienti e di medici e infermieri. Che funzionerà a pieno regime «entro la prossima epidemia influenzale», ha detto il direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria Antonio D’Urso presentando il progetto (dotato di una copertura finanziaria di due milioni e 200 mila euro)che non solo trasformerà il pronto soccorso, ma che prevede l’accorpamento in un unico reparto la Radiologia dell’ospedale civile Santissima Annunziata, reparto che ospiterà anche la sala gessi e gli ambulatori di ortopedia-traumatologia.

«Prima di avviare la progettazione della ristrutturazione del pronto soccorso, siamo andati un po’ in giro a curiosare tra le strutture più moderne e all’avanguardia in Italia – ha detto Antonio D’Urso – e solo allora abbiamo fornito le indicazioni ai progettisti. Una ristrutturazione che non è solo di carattere logistico, ma che segna un cambio nel concetto stesso di pronto soccorso. Almeno come lo conoscevamo fino ad ora».

E sono numerose le novità annunciate dal direttore generale dell’Aou, alla presenza dei vertici ospedalieri e dei direttore interessati: il direttore sanitario aziendale Nicolò Orrù, il direttore amministrativo Lorenzo Pescini, il direttore del Dipartimento di emergenza/urgenza Pier Paolo Terragni, il direttore del presidio Bruno Contu, i direttori delle unità operative di Pronto soccorso Mario Oppes, di Radiologia Santissima Annunziata Stefano Profili, di Ortopedia Santissima Annunziata Franco Cudoni ed Edile, impianti e patrimonio Roberto Manca, la coordinatrice del pronto soccorso Pina Cossu. Prima di tutto il paziente sarà accolto in un ambiente più confortevole e in pochi minuti sarà preso in carico dal personale del pronto soccorso. Paziente che sarà ricoverato in un “open space” capace di undici posti letto (in tutto 15) che, grazie a pannelli mobili, saranno installati in altrettanti box abbastanza capienti da ospitare non solo il personale medico ma anche un eventuale familiare. Non solo: il pronto soccorso prevede una “zona rossa” per infettivi o esagitati, e un ambiente dove ricoverare momentaneamente pazienti privi di conoscenza o in attesa di essere trasferiti nel reparto di Anestesia e rianimazione. E ancora, creazione di un’area presidiata per il monitoraggio post-triage dei pazienti barellati. Questo permetterà al personale addetto di riconoscere più facilmente le eventuali modifiche del quadro clinico del paziente e, nel caso, l’aggiornamento del codice di priorità e di intervento immediato. Grazie all’open space, è stato detto durante la presentazione del progetto, di non perdere mai di vista il paziente che, inoltre, potranno contare sulla collaborazione dei congiunti dei degenti. Pazienti che non dovranno più attendere seduti su una sedia, cancellando così anche quella

terribile sala d’aspetto che ha innescato più di un protesta. E ci sarà anche un ambulatorio dedicato ai “codici bianchi”, che saranno così dirottati verso altri servizi, in attesa che l’Ats crei delle strutture filtro così da ridurre il flusso dei pazienti verso il pronto soccorso.

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