PORTO TORRES. Prima di cominciare i lavori per la realizzazione dell’Antemurale è necessario spostare il cantiere navale dei fratelli Polese – famiglia di maestri d’ascia di alcune delle più belle imbarcazioni in legno del nord Sardegna – e l’Autorità di sistema portuale ha già individuato l’area dove verrà posizionato il bacino di carenaggio. «Si tratta di una zona a ridosso dove verrà costruito il travel lift – assicura il presidente dell’Authority Massimo Deiana – e abbiamo stanziato la somma per spianare la porzione di area dove verrà trasferito il cantiere: mi risulta che alcuni elementi di cantiere della ditta Sales di Roma (aggiudicataria dell’appalto dell’Antemurale, ndc) siano stati comunque già sistemati, e sono molto impressionato dall’attenzione spasmodica che c’è su questa opera che noi stiamo finalmente riuscendo a far partire e che renderà lo scalo turritano operativo e completo». In effetti sono trascorsi diversi anni, tra ritardi burocratici e lungo commissariamento della Port Authority, che hanno di fatto impedito il decollo della struttura portuale che dovrebbe consentire l’ingresso e l’uscita delle navi riducendo l’agitazione ondosa nell’avamporto e nel porto interno. Ora che tutte le fasi preliminari ai lavori stanno arrivando a compimento – compreso il trasferimento del cantiere che si trova attualmente alla radice della banchina degli Alti fondali – elle prossime settimane dovrebbe concretizzarsi il primo step che prevede un’agenda di otto punti. Dove la società appaltatrice dovrà attenersi scrupolosamente, in quanto sono tutti introduttivi alla costruzione della diga a protezione del porto commerciale dalle mareggiate. Si comincia con il posizionamento della recinzione provvisoria delle aree di cantiere partendo dal molo Alti fondali e alla testata dei moli di Ponente, e all’allestimento degli impianti. Si procederà in sequenza con i rilievi topo–batimetrici, per verificare la presenza di eventuali residuati bellici e la caratterizzazione dei sedimenti. Uno degli interventi più delicati riguarda l’espianto ed il reimpianto della posidonia, in aree attigue ai lavori, e l’installazione di dissuasori antistrascico per le reti dei pescherecci. Questa azione, tra l’altro, è molto importante anche in funzione del ripopolamento ittico nel parco marino dell’Asinara e nell’Area marina

protetta. L’Adsp aveva deciso di anticipare i tempi di consegna dei lavori per osservare la situazione delle correnti in condizioni di mare inteso e una simulazione dei possibili effetti delle nuove opere sulle coste che può essere realizzata esclusivamente in questo periodo invernale.

fonte: La Nuova Sardegna