PORTO TORRES. Gavinuccio Cau aveva un’innata bontà d’animo e la manifestava alle altre persone attraverso il sorriso. Lo faceva ogni mattina quando portava a spasso il suo cagnetto beagle per le vie del quartiere Satellite. Per i vicini di casa di via Piemonte era quel bravissimo ragazzo che da giovanissimo si era caricato i problemi economici della sua famiglia, stando particolarmente vicino alla madre dopo la scomparsa, qualche anno fa, del padre.

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«Era un ragazzo con un cuore grande – ricordano gli amici Mariano e Andrea – sempre pronto a farsi in quattro per aiutare la madre nelle faccende domestiche: lavava, stendeva e cucinava, dedicando la maggior parte del suo tempo libero alla casa. Ha lavorato un po’ come manovale, poi alcune giornate in campagna per cercare di portare a casa qualche soldo. Nei mesi scorsi si era concesso qualche serata in compagnia degli amici ma negli ultimi tempi non era più lo stesso, forse perché c’era pochissimo lavoro e di conseguenza poca disponibilità economica».

Uno degli zii, Cristoforo Bono, lo ricorda sempre allegro: «L’ho incontrato qualche settimana fa mentre accompagnava la madre a ritirare la pensione, sorridente e pronto alla battuta. Era buono come il pane e sempre pronto a farsi carico di qualsiasi problema. Un carattere gioviale sin da piccolo il suo, altruista sino all’inverosimile verso gli altri». Da qualche tempo lavorava saltuariamente nella pizzeria “Il Drago” di corso Vittorio Emanuele, poi rientrava a casa per accudire la madre. La gente del quartiere si commuove quando racconta chi era Gavinuccio e non riesce a credere che una persona così buona non ci sia più per una tragica fatalità.

«Lo vedevo ogni mattina dalla finestra di casa mentre portava a passeggio il suo beagle – dice una vicina – e pur non conoscendolo direttamente mi salutava educatamente ogni volta che ci incontravano sul marciapiede. Un giovane d’altri tempi, insomma, che si era assunto il ruolo capofamiglia per proteggere la madre». Chi ha visto le fiamme all’ultimo piano della palazzina popolare non sa darsi pace per quello che è accaduto: «Sentivano le grida d’aiuto di Gavinuccio dalla strada, un episodio straziante che fa male solo a pensarci. Ragazzi bravi come lui se ne trovano raramente. Noi lo vogliamo ricordare con quel bel carattere e il sorriso che mostrava sempre e comunque». Si respirava un clima irreale ieri mattina nei dintorni di via Piemonte. Il ricordo del giovane e della sua bontà era l’argomento delle discussioni dei vicini.

«Conoscevo sin da piccolo tutta la sua famiglia – racconta Ico Bruzzi – da quando abitavano nel quartiere di Borgona. Avevano problemi economici che sono comuni a numerose famiglie portotorresi purtroppo, causati dalla mancanza di opportunità di lavoro. La missione di Gavinuccio, dopo la morte del padre, era quella di aiutare la madre».
 

fonte: La Nuova Sardegna