PORTO TORRES. Un grande cerotto che gli copre il naso rotto dal pugno e gli occhi tristi di chi non riesce a capire il perché di quell’aggressione, di quell’esplosione di violenza improvvisa mentre passeggiava tranquillamente con alcuni amici.

Dopo il passaggio in ospedale e le cure dei medici (che gli hanno assegnato un mese di cure) il ragazzo di 15 anni si sente tranquillo tra le mura di casa, e davanti ai genitori racconta che cosa è accaduto mercoledì sera alla passeggiata coperta, davanti al porto. Alle 20, quindi in prima serata, neppure a notte fonda.

«Stavo camminando tranquillamente con i miei amici di sempre – dice – e mi sono accorto che alcuni ragazzi avevano preso a seguirci: uno di loro mi ha lanciato un uovo e io gli ho risposto da lontano per chiedere il perché di quel gesto. Era chiaramente una provocazione, un pretesto per attaccare briga. Non aspettavano altro. «Si sono avvicinati e mi hanno detto che li avevo insultati – cosa assolutamente non vera – e un attimo dopo un ragazzo mi ha abbassato la visiera del cappellino e l’altro ha iniziato a colpirmi con dei pugni sul viso. Io non ho reagito, non capivo più niente e devo ringraziare i miei amici e tre ragazze che non conosco, che si sono accorti della gravità della situazione e mi hanno aiutato ad allontanarmi. Mi hanno “scortato” sino al quartiere di Borgona».

Il sangue che colava dal naso e dalla bocca, il 15enne è riuscito così a sfuggire dalle grinfie dei coetanei che gli avevano teso un vero e proprio agguato. Dopo aver raggiunto una zona tranquilla, il ragazzo ha chiamato la mamma per raccontare il drammatico fatto. I genitori lo hanno accompagnato subito al pronto soccorso di Sassari, dove è stato medicato dai sanitari e gli sono stati assegnati una trentina di giorni di prognosi. Il ragazzo studia in una scuola fuori dal territorio ed era tornato a Porto Torres per il fine settimana, profittando del “ponte lungo” per trascorrere qualche giorno con gli amici. Come accade per molti ragazzi, mercoledì sera ha raggiunto la passeggiata coperta per trascorrere qualche ora di tranquillità e poi andare a mangiare qualcosa con i coetanei. La normalità, insomma. Così non è stato, purtroppo, e la famiglia ha deciso di andare sino in fondo a questa faccenda. A quanto pare l’aggressione della passeggiata coperta non sarebbe un fatto isolato: il 15enne ricorda un altro episodio dove lo stesso gruppo di ragazzi lo avevano minacciato. «Era già successo quattro mesi fa in piazza Umberto I – ricorda – e uno di quei ragazzi si era avvicinato minacciosamente e mi aveva dato quattro pugni sul petto». Il ragazzo è ancora sofferente per le lesioni riportate e la madre – amministratore del Comune di Porto Torres – non sa darci pace e ha tanta fiducia anche

nel racconto dei testimoni presenti alla scena: «Vorrei tanto ringraziare le ragazze che lo hanno aiutato, che non conosco». I carabinieri della compagnia, al comando del capitano Danilo Vinciguerra, lavorano per identificare gli aggressori e presto potrebbero esserci novità.
 

fonte: La Nuova Sardegna