PORTO TORRES. Una dichiarazione sui fondi ministeriali restituiti, accompagnata da quella sullo stato dell’arte del patrimonio pubblico: così il il sindaco Sean Wheeler ha gelato i consiglieri comunali di minoranza e il presidente del consiglio della precedente amministrazione, che si sentono “beffati” da affermazioni gravi che non tengono conto della crisi e della dilagante disoccupazione in cui versa da tempo la città.

«Ha ammesso pubblicamente di aver restituito 100mila euro al Ministero perché non era in condizioni di spendere quelle risorse – dice il consigliere Franco Pistidda – e questa decisione insensata conferma l’inesorabile isolamento politico nel quale questo sindaco ha relegato Porto Torres: in questi anni non è riuscito a portare avanti le opere che le precedenti amministrazioni hanno lasciato, e adesso restituisce pure i finanziamenti».

Per l’ex presidente del consiglio Carlo Cossu la vicenda assume toni grotteschi. «Dire che i finanziamenti si ottengono facilmente e nel frattempo non chiederne equivale a dire che la nostra città non ha bisogno di nulla. Cita poi opere e interventi senza alcuna minima cognizione della loro storia amministrativa e del loro futuro comunitario. Il terminal crociere ricade sul demanio, quindi sarà gestita in esclusiva dall’Authority, il mercato ittico sta per diventare sede istituzionale dell’Ente con grandi spazi per i pescatori e il Boxing Club è stato realizzato in gran parte con finanziamenti ottenuti dall’associazione sportiva che lo gestisce. Ci sarà pure un altro sindaco disposto ad amministrare Porto Torres: potremmo chiedere a quello di Sassari o a quello di Stintino, forse va bene anche Sorso. Facciamo una bella consultazione sulla piattaforma Rousseau».

Per il consigliere Davide Tellini «ci troviamo con immobili comunali ancora ingabbiati da ponteggi, puniti dal Ministero che di fatto ha eliminato i finanziamenti e con una giunta completamente incapace di dare indirizzi esecutivi ai dirigenti. Non si può dare la colpa a chi ha portato dei finanziamenti in città per poi vederli svanire grazie alla loro incapacità. Ammettano invece che la loro azione amministrativa non ha ancora portato un euro in più nelle casse comunali».

Massimo Cossu del Pd corregge il tiro del sindaco su immobili come la stazione marittima, il mercato ittico e il terminal Lunardi: «Queste strutture, nonostante le lungaggini tecniche e burocratiche, insieme ai 49 alloggi a canone agevolato rimangono in ogni caso tra le varie e concrete testimonianze degli sforzi e risultati delle passate amministrazioni. Fino ad ora il segno tangibile del passaggio dei grillini è stata la casetta dell’acqua».

Il consigliere Claudio Piras ricorda quanto già dichiarato pubblicamente e diverse volte in consiglio: «Questa giunta è stata incapace non solo di ottenere, ma anche di programmare il futuro di questa città. Nessuna richiesta di finanziamenti effettuata, solo il taglio di nastro per le opere delle vecchie amministrazioni, e l’unico contributo ricevuto è quello dello Sprar che ho proposto. La città ha bisogno di amministratori che anche al di fuori della politica hanno dato un segno tangibile dell’amore verso Porto Torres. Solo odio e livore verso i cittadini e i vecchi amministratori contraddistinguono ciò che sarebbe dovuto essere il nuovo, al quale, con spirito collaborativo, avevo anche creduto».

Ecco le dichiarazioni del sindaco rilasciate in consiglio comunale. «È facilissimo poter ottenere soldi, basta andare e chiedere. Tutti sono pronti a darti i soldi, il problema però, è che poi questi soldi vanno spesi bene e vanno soprattutto messi a regime e a reddito». Poi l’ammissione: «Non nascondo che alcuni mesi fa ho restituito al Ministero un finanziamento di 100mila euro disponibile nelle nostre casse da più di 10 anni. Mi hanno chiamato da Roma, per un finanziamento destinato alla realizzazione di una struttura scolastica all’Asinara. Mi hanno detto: sindaco li utilizzi subito altrimenti li perde. Io ho detto piuttosto riprendeteveli, non sono in grado di fare un progetto, il progetto che avete chiesto. Li restituisco allo Stato,

li ho restituiti. Verranno impegnati per qualcos’altro. L’Italia ne ha tanto bisogno, questa è la responsabilità politica che mi sono preso. Anziché inventarmi un progetto ho preso coraggio e ho preferito restituirli perché nel giro di qualche mese non ero in grado di fare il progetto».

fonte: La Nuova Sardegna