SASSARI. I sindacati e la proprietà del Policlinico cominciano a costruire i paracadute per i lavoratori. In questo salto nel vuoto che si spalanca nel passaggio di consegne ai Rusconi di Habilita, bisogna pensare all’atterraggio più morbido possibile per almeno 150 lavoratori su 200. Si tratta di tutto quel personale messo fuori gioco dall’accreditamento parziale concesso dalla Regione, che andrà a coprire sì e no il 10 per cento delle intere attività sanitarie della casa di cure. I sindacati vogliono subito mettere in campo degli ammortizzatori sociali che rendano meno traumatica questa delicata fase di salvataggio del Policlinico. Ieri, alle 17,30 Paolo Dettori e Massimiliano Muretti della Cgil, assieme a Armando Ruzzetto e Antonio Monni della Cisl e Augusto Ogana della Uil hanno incontrato Piero Bua e lo staff amministrativo della casa di cura. Al centro del confronto c’è naturalmente il destino dei dipendenti. L’ipotesi di sostegno più praticabile sembra essere quella degli assegni di solidarietà, erogati dall’Inps, che andrebbero a coprire l’80 per cento degli stipendi versati senza perciò andare ulteriormente ad appesantire i bilanci aziendale già in profondo rosso.

Ma per essere certi dell’appropriatezza di questa soluzione tampone, occorre calarla su un piano di fattibilità concreto, che il Policlinico deve predisporre in tempi rapidissimi. È preferibile, a garanzia che i posti di lavoro vengano tutelati dal primo all’ultimo, che il documento venga delineato dall’attuale proprietà e non dagli acquirenti, proprio per evitare sorprese. Tipo tagli del personale o affitti di rami d’azienda, al posto del pacchetto all inclusive pattuito in fase di trattative.

I Bua hanno dimostrato volontà di collaborazione e tutta l’intenzione di fare ogni passo per garantire l’integrità dell’attuale organico nella cessione della casa di cura. Nell’arco di un paio di giorni Piero Bua si rivolgerà alle associazioni datoriali per avere un parere e una consulenza sulla predisposizione del piano di fattibilità. Il quale, hanno puntualizzato gli esponenti sindacali, dovrà prevedere un piano di rotazione importante per i lavoratori, in modo che nessuno vada a zero ore e che gli assegni di solidarietà possano diventare una misura efficace. È importante che il Policlinico venga consegnato ai Rusconi senza ulteriori aggravi, dal momento che il fardello dei 35 milioni di euro di passivo e i 19 milioni di prescrizioni per future ristrutturazioni è già un’eredità pesante.

Intanto si avvicina sempre di più la data di scadenza del concordato preventivo, che fissa il termine ultimo per il contratto di affitto il 12 dicembre. Il giudice, naturalmente, potrebbe accordare ulteriori proroghe. Ma se il commissario del Tribunale dovesse valutare incongruo il piano di rientro aziendale rispetto alle spettanze dei creditori,

allora si spalancherebbe il baratro del fallimento.

Ieri mattina Bua e il suo staff hanno avuto un lungo confronto con i Rusconi, ma sui contenuti della trattativa c’è l’assoluto riserbo. In ogni modo la partita dovrebbe essere chiusa, salvo sorprese dell’ultimo minuto.

fonte: La Nuova Sardegna