SASSARI. La sclerosi multipla è una spugna che prosciuga non solo la linfa vitale del paziente, ma svuota di energie anche chi se ne prende cura. Nell’hinterland di Sassari, circa venti pazienti affetti da questa patologia lanciano l’sos. «La criticità scaturisce dal fatto che l’Ats assicura sei ore di assistenza giornaliera, dalle 8 alle 14, mediante interventi domiciliari prestati dal personale medico del team e dall’Adi – spiega il consigliere regionale di Forza Italia Antonello Peru –. Dopo le 14 il paziente ha come riferimento solo 118, con le famiglie che finiscono nella sindrome del tramonto. Un calvario che si traduce nell’ansia da abbandono. Una condizione drammatica per i pazienti e le famiglie che, per certe ore della giornata, restano senza l’assistenza continua, necessaria e fondamentale per questa patologia».

Insomma, secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, dove non arriva la malattia a rendere difficile la vita di una persona, ci pensano i disservizi e i tagli all’assistenza: «Sarebbe necessario prevedere la reperibilità del già competente personale medico e infermieristico per tutta la giornata, senza sottrarre le risorse del budget dell’esternalizzata assistenza domiciliare integrata – conclude Peru –. Occorre scongiurare il trasporto in ospedale e il possibile ricovero dei pazienti nei presidi sanitari, garantendo invece un’assistenza domiciliare con un percorso che consolidi il rapporto tra malati, famiglie e operatori sanitari assicurando un sostegno più adeguato per i pazienti». E prosegue: «La sclerosi laterale amiotriofica è una patologia complessa che richiede un’assistenza dignitosa e continua ai pazienti, supportando così le famiglie nella gestione delle emergenze. In provincia di Sassari sono stati purtroppo ridotti i percorsi di assistenza, con la sforbiciata dei servizi domiciliari e il rischio di ricoveri ospedalieri inappropriati. Un quadro preoccupante per i malati, con un impatto devastante per i nuclei familiari». Peru ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore alla Sanità Luigi Arru, il quale tuttavia rispedisce le critiche al mittente: «L’onorevole Peru non conosce il modello assistenziale delle persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica in Sardegna. Una volta fatta la diagnosi, nelle forme avanzate che richiedono assistenza respiratoria e nutrizionale specializzate, si inizia un percorso con i servizi di rianimazione. Una volta che il paziente è stabile e può essere dimesso, viene assistito a domicilio, sempre in collaborazione con i rianimatori. Grazie al progetto “Ritornare a Casa”, la Regione Sardegna mette a disposizione risorse finanziarie fino a 65mila euro per far sì che si possano avere garantiti tre collaboratori nelle 24 ore. Per favorire una proficua collaborazione tra i professionisti sanitari e i caregivers, è stato completato con l’assessorato del Lavoro il primo corso di qualificazione dei caregivers. Inoltre, nel rispetto delle disposizioni della Conferenza Stato-Regione,

è stato attivato un percorso anche con Adi di III livello. Il servizio di Adi è in fase di riprogrammazione e potenziamento con la destinazione di risorse infermieristiche dedicate, che saranno a breve individuate. In questo modo sarà assicurato agli utenti un servizio più efficiente».

fonte: La Nuova Sardegna