SASSARI. «Partiamo subito dal fatto che ho sbagliato, e che non avrei dovuto scaraventare per terra la ragazza. Mi assumo le responsabilità di questo bruttissimo gesto, e mi dispiace. Ma se si giudica quello che è accaduto in via Tavolara da un minuto di video, nel quale si assiste a una scena che sembra violentissima, io sembro un fuori di testa che picchia le donne. E invece non sono così. È la prima volta che ho una reazione simile, non mi riconosco, non sono io, così come non mi riconoscono tutte le persone a me care».

«Quel gesto è frutto dell’esasperazione di settimane. E le immagini raccontano solo una piccola sequenza di ciò che è successo. Secondo voi perché la gente ride e nessuno che interviene? Tutti avevano visto che fino a quel momento la vittima ero io. Sono io che venivo insultato e preso a schiaffi. Sono io che subivo. Finché non ce l’ho fatta più».

«Allora l’ho presa di peso e volevo metterla sopra un cassonetto. Lo so, non è il massimo, non si dovrebbe fare a una donna, ma in quel momento non sapevo come uscirne, volevo solo farle fare una brutta figura. La stessa che lei mi faceva fare da giorni. Perseguitandomi, aggredendomi, stalkizzandomi e insultandomi davanti a tutti».

«Sapete quante volte sono fuggito, io grande e grosso col mio cagnetto in braccio, con lei che mi rincorre prendendomi a maleparole? Ai giardini ci sono le telecamere, sono sicuro che ci sono le immagini.

«Ecco, venerdì non ce l’ho fatta. Purtroppo ho perso le staffe. Ma non volevo farle male. L’ho caricata sulle spalle e mi sono diretto verso i cassonetti. Solo che lei, d’istinto e per difendersi, si è attaccata al mio orecchio. Ho ancora i segni. E a quel punto, per il dolore, ho agito d’impulso. Prima l’ho appoggiata per terra, e poi l’ho risollevata e buttata giù.

«A vedere la sequenza video, sembra un impatto devastante. Sinceramente ha impressionato anche me. Ma non si è fatta male. Prima ha sbattuto i piedi e poi il sedere. Tanto è vero che si è rialzata in un nanosecondo e mi ha schiaffeggiato di nuovo».

«Io non voglio giustificarmi a tutti i costi, so che ho sbagliato. Ma voglio far capire che lei è una ragazza molto problematica, che in quel frangente forse non era nemmeno lucida, e che gestirla è davvero difficile. E io alla fine ho perso le staffe».

«Ci siamo conosciuti a dicembre, ma in fin dei conti siamo stati insieme giusto una settimana. Ho capito subito che non poteva funzionare. Io ho i miei casini da risolvere, ma lei è messa peggio di me. Quindi ho cercato di tagliare subito, e in tutti i modi. Ma lei non ne voleva sapere. È difficile quando una ti considera il suo ragazzo, ma tu non ti senti legato. Diventa un incubo. L’ho bloccata al telefono, ho memorizzate una marea di chiamate rifiutate. Però da giorni me la ritrovavo ovunque, e ogni volta era uno scandalo in pubblico».

«Anche l’altro giorno, tutto quello che non si vede nel video, è lei che mi urla addosso e io che le dico di smetterla, di lasciarmi in pace e di andarsene. Se l’autista ha filmato la scena, è perché il litigio andava avanti da tempo e stava degenerando. Sembra piccola e indifesa, ma vi assicuro che è molto manesca e sa come portarti all’esasperazione. Tutte le altre volte ho preso tre respiri e sono fuggito, ieri, io che in vita mia non ho mai alzato

un dito contro una donna, ho fatto una enorme cavolata. E so bene che sono cose che ti rovinano l’esistenza, perché una denuncia per percosse e lesioni non è una passeggiata. In questo momento in cui la vita si stava rimettendo a posto, era l’ultima cosa di cui avevo bisogno».

fonte: La Nuova Sardegna