PORTO TORRES. Le dimissioni di Antonio Masala dalla carica di amministratore unico della Multiservizi – e la mancanza di dialogo con l’amministrazione comunale in vista della scadenza del contratto – hanno provocato l’annuncio dello stato di agitazione dei dipendenti della società in house da parte delle federazioni sindacali Filcams e Fisascat che, inoltre, minacciano lo sciopero del personale. Lunedì è previsto un sit in piazza Umberto I, di fronte al palazzo comunale, e non saranno eseguiti i servizi relativi al verde pubblico, pulizie ambienti comunali e canili municipali. «La motivazione obbligata di questa decisione – dicono i sindacalisti Maria Teresa Sassu e Pierfranco Piredda – è dovuta all’assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori: da quando la Multiservizi ha aperto la procedura di licenziamento collettivo ad oggi, nonostante le tante richieste di incontro per un esame congiunto delle scadenze il socio unico (Comune) non ha ancora risposto». Per i sindacati, inoltre, la situazione si è ulteriormente aggravata dopo le dimissioni dell’amministratore della società in house Antonio Masala. «Ciò che emerge – aggiungono Sassu e Piredda – è un quadro di grave preoccupazione, vissuta con timore e ansia dai 30 lavoratori e dalle rispettive famiglie perché dal primo novembre saranno senza lavoro, poiché il 30 ottobre scade il termine dell’ultima proroga sui contratti con la società». Una situazione resa ancora più problematica dalla difficoltà ad interagire con l’amministrazione comunale – come denunciato anche da Masala nella sua lettera di dimissioni – e su cui le organizzazioni sindacali assicurano battaglia: «Se la situazione non verrà regolarizzata, infatti, resta inteso che come Filcams e Fisascat attiveremo le dovute procedure per l’astensione dal lavoro». Ieri mattina, intanto, l’ormai ex amministratore unico ha voluto convocare una riunione coi dipendenti della Multiservizi per spiegare loro le ragioni che lo hanno portato a dover rassegnare le dimissioni. Riportando i punti salienti della lettera di dimissioni inviata al sindaco il 2 ottobre. «Ho tenuto a precisare che non ho abbandonato la nave come si voleva far intendere nel comunicato del Comune – precisa Masala –, ma bensì ho provato in tutti i modi a salvarla senza ottenere mai risposte che potessero risolvere la situazione». L’ex responsabile della società in house

si dichiara dunque coerente con quanto fatto, riferendo ai dipendenti le ragioni che lo hanno portato ad una scelta che considera irreversibile. «Spero che questa triste storia si risolva nel migliore dei modi, al fine di garantire un futuro certo a tutti i dipendenti della Multiservizi».

fonte: La Nuova Sardegna