SASSARI. Seconda tappa della presentazione pubblica del Piano regionale per le bonifiche, piano approvato dalla giunta regionale e che l’assessora alla Difesa dell’Ambiente Donatella Spano sta illustrando a tutte le parti interessate (dagli enti pubblici, alle associazioni, ai semplici cittadini), parti che possono presentare le loro osservazioni da portare all’attenzione dei tecnici dell’assessorato ed eventualmente dell’esecutivo.

Un incontro servito soprattutto a fare il punto sui vari interventi di bonifica che riguardano tutta l’isola (1004 al 31 dicembre scorso), ma con uno sguardo più attento alle problematiche del nord Sardegna e cioé il Sito di interesse nazionale di Porto Torres-Calancoi e l’ex arsenale militare de La Maddalena. Per quest’ultimo la Regione è più che ottimista: i fondi ci sono, provenienti dal Patto per la Sardegna, oltre 50 milioni 20 dei quali destinati proprio alla bonifica delle aree adiacenti l’ex arsenale che doveva essere il “cuore” del G8 poi trasferito a L’Aquila. Una prima fase dell’intervento ha consentito la caratterizzazione dell’area e dalle analisi è emersa una contaminazione relativamente importante, ma niente di paragonabile alle realtà industriali o ai siti minerari dismessi. L’attenzione dei presenti (l’incontro si è tenuto nei locali del Carmelo, ospitato dalla Provincia di Sassari) si è ovviamente concentrata sulle bonifiche dell’ex sito petrolchimico di Porto Torres. Qui si attende il decreto ministeriale che apre la strada al via libera alla concretizzazione della seconda parte dell’intervento concertato con Syndial, il cosiddetto piano “Nuraghe”, che prevede gli interventi più corposi anche dal punto di vista mediatico, con la cancellazione della collina dei veleni di Minciaredda. Un intervento di proporzioni enormi, sia in termini di quantità sia di qualità delle sostanze inquinanti già individuate visto che si parla di 800mila metri cubi di rifiuti abbandonati a Minciaredda. Previsto un impegno di spesa di 200 milioni di euro. Nel frattempo, è stato sottolineato nel corso dell’incontro, grazie alla prima parte del progetto “Nuraghe”, sono state rimosse sostanze inquinanti dall’area “Peci Dmt” ed effettuata la bonifica dei suoli, mentre grazie a un accordo fra Comune, Provincia e Consorzio industriale si è avviata la bonifica dei sito occupato dalle produzioni della Vinyls. Ma non c’è solo l’inquinamento dei suoli, come ha evidenziato il sindaco di Porto Torres Sean Wheeler, chiedendo un piano anche per il tratto di mare prospiciente la zona industriale. Nessun problema da parte dei tecnici dell’assessorato anche se, come ha sottolineato il direttore dell’Arpas Antonio Furesi, va riperimentrata l’area da caratterizzare visto che le esperienze di Fiume Santo e di Portoscuso hanno dimostrato che a poche centinaia di metri

dalla costa le tracce di inquinamento erano irrilevanti. Anche in questo caso le risorse per gli interventi ci sono: Eni-Syndial ha messo a disposizione 550 milioni di euro che rientrano nell’accordo per il polo della chimica verde, insufficienti però a ripulire l’intero ex petrolchimico.

fonte: La Nuova Sardegna