OSILO. A volte si abusa dell’aggettivo “storico” per definire eventi che magari di storico hanno assai poco. Non è il caso del Regina Elena, che invece della microstoria locale rappresenta un cardine, e che dopo un’attesa infinita verrà inaugurato domani (sabato 13 ottobre), nella sua nuova veste di struttura residenziale per anziani e centro diurno. Il taglio del nastro è previsto per le 10,30, con la partecipazione dei rappresentanti del Comune che fortemente hanno voluto portare a termine il lungo e travagliato iter, e la cooperativa Coopas che se ne era aggiudicata la gestione, e che ha anch’essa profuso non poco impegno per risolvere piccoli e grandi problemi.

Ma l’invito è rivolto a tutta la popolazione, che potrà constatare di persona quanto siano accoglienti ed ospitali i nuovi locali. La struttura dispone di 25 posti letto composti da comunità integrata e comunità alloggio, ed è dotata di tutti i comfort. È prevista l’assistenza personalizzata con personale altamente qualificato, prenotazione e trasposto per visite specialistiche e servizio riabilitativo. Il centro diurno è studiato per le persone che vivono in una situazione di solitudine e isolamento. Ci saranno attività ricreative, associative, di impegno sociale.

Il sindaco Giovanni Ligios esprime tutta la sua soddisfazione per un risultato che «rappresenta uno degli obiettivi di mandato, tesi a migliorare la qualità della vita degli anziani e delle loro famiglie».

Una nuova vita, dunque per l’ex asilo infantile Regina Elena, una delle istituzioni storiche di Osilo. “L’idea – scriveva nel 1913 il canonico Liperi Tolu – carezzata e vagheggiata dalle precedenti amministrazioni comunali, risale al 1880”, ma l’autorizzazione per la costruzione dello stabile venne rilasciata solo nel 1909. La struttura divenne poi pienamente operativa negli anni Trenta, sotto la guida delle “Figlie della Carità”, le suore vincenziane, che restarono a Osilo per 42 anni. Nel 1972, le religiose lasciarono il paese e da allora, e ancora per diversi anni, l’asilo venne eretto in ente morale. Con la soppressione degli enti morali, nel 1992, la gestione del Regina Elena passò al Comune, che vi tenne aperta una sezione di scuola materna comunale che di fatto serviva il centro storico. Ma alla fine, nel 2006, risultando più funzionale far confluire i pochi allievi rimasti del Regina Elena nella scuola materna statale, la sezione di scuola materna comunale venne soppressa. Ma intanto, a partire dal 1982, nei seminterrati dello stabile del Regina Elena era stata aperta la biblioteca comunale, mentre nel 1985 vi vennero avviati i corsi della scuola comunale di musica. A partire dal 1996, poi, negli stessi locali trovò spazio il centro di aggregazione sociale, la ludoteca, il centro per gli anziani. E infine, negli anni fra il 2000 e il 2005, l’amministrazione comunale guidata da Paolo Pinna, decise di realizzare nei locali del Regina Elena una comunità alloggio per anziani. L’idea venne ripresa

e portata a termine dall’amministrazione guidata da Nanni Manca, che ne appaltò la gestione, mentre quella attuale con sindaco Giovanni Ligios ne ha perfezionato con la collaborazione della Coopas molteplici aspetti tecnologici e amministrativi. E domani, finalmente, l’inaugurazione.

fonte: La Nuova Sardegna