SASSARI. Quando ha capito di essere in trappola, ha prima finto un malore e poi si è scagliato improvvisamente contro chi lo aveva sorpreso e bloccato sulle scale di un condominio di via Sulcis, mentre tentava di svaligiare un appartamento.

Per riuscire a darsi alla fuga il malvivente ha prima colpito un carabiniere con un pugno e poi – con un morso – ha staccato un pezzo di orecchio a un parente del militare intervenuto in suo soccorso sulle scale.

La reazione brutale e inaspettata di Davide Melki, 27 anni, senza fissa dimora originario di Tempio ma residente da tempo in città, ieri mattina ha fatto finire all’ospedale in gravi condizioni i due uomini, entrambi condomini della palazzina a tre piani nel quartiere di Monte Rosello.

Poco dopo l’aggressione due ambulanze del 118 hanno trasportato al pronto soccorso l’appuntato scelto dell’Arma dei carabinieri di 45 anni – raggiunto al volto da un pugno e poi precipitato da una rampa di scale – e il suo parente di 63 anni, a cui il malvivente ha staccato un pezzo del lobo, prima di darsi alla fuga a piedi.

L’aggressione si è verificata poco prima delle 11 e per qualche ora Davide Melki è riuscito a far perdere le proprie tracce. Carabinieri e polizia gli hanno dato la caccia per tutta la città e solo nel primo pomeriggio lo hanno rintracciato e bloccato nei pressi di via Sorso.

Il 27enne aveva ancora le scarpe sporche di sangue e quando le forze dell’ordine lo hanno intercettato non ha avuto neanche il tempo di opporre resistenza. In serata, su disposizione del sostituto procuratore Mario Leo, l’uomo – qualche precedente con la giustizia – è stato rinchiuso nel carcere di Bancali con l’accusa di lesioni gravissime. L’appuntato scelto dell’Arma, che presta servizio a Ossi, è ricoverato in prognosi riservata al Santissima Annunziata per un’emorragia cerebrale riportata nella caduta dalle scale. Le sue condizioni sono serie, ma per i medici dovrebbe essere fuori pericolo. E i prossimi giorni dovrà invece subire un intervento chirurgico per tentare di riattaccare il pezzo di orecchio staccato dall’aggressore, il parente del militare intervenuto in suo soccorso. Sono stati gli altri condomini del palazzo a dar l’allarme quando a metà mattina Davide Melki ha abbandonato la palazzina di via Sulcis. Alcuni testimoni lo hanno visto sputare per terra, sul marciapiede, il pezzo di lobo staccato pochi istanti prima. Sono stati i soccorritori del 118 a raccoglierlo e a consegnarlo ai chirurghi del Santissima Annunziata.

Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della squadra volante e gli esperti della Scientifica. Nel mentre gli investigatori della squadra mobile, guidati dal dirigente Dario Mongiovì, e quelli del nucleo operativo dei carabinieri, guidati dal maggiore Fabio Melci, hanno iniziato a rastrellare la città.

Le ricerche di Davide Melki non si sono mai fermate e nel primo pomeriggio il lavoro di squadra ha dato i suoi frutti. Prima di cena l’aggressore è stato accompagnato a Bancali e i prossimi giorni dovrà spiegare al giudice il motivo di tanta violenza.

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fonte: La Nuova Sardegna