SASSARI. Se anche la farmacia storica di Sassari, forse la più famosa, è sull’orlo del fallimento e finisce all’asta, allora lo stato di salute dell’economia cittadina diventa preoccupante.

La Farmacia di piazza Castello, da tutti conosciuta col nome Simon, verrà venduta l’11 novembre al prezzo base di 1 milione 200mila euro, con rilanci di 10 mila euro alla volta. Per l’attuale proprietario, che nel 2010 l’aveva pagata più del doppio, è una ferita aperta.

«È un investimento che all’epoca avevo pensato soprattutto per i miei figli – racconta il dottor Mario Carboni – io gestivo già una farmacia a Olzai, e quando si è presentata l’occasione di acquisire l’attività storica della famiglia Simon, ci ho pensato un po’ su e poi ho deciso di rischiare».

Le risorse da mettere in campo, naturalmente, erano molto ingenti: si trattava appunto della Farmacia più prestigiosa di Sassari, nel cuore della città, a un passo da piazza d’Italia, l’unica che garantiva un servizio di ventiquattrore su ventiquattro, con l’apertura notturna. Insomma, un punto di riferimento per tutti i cittadini.

«Ho fatto i miei conti, mi sono rivolto alle banche, ho chiesto un ingente finanziamento calcolando naturalmente un piano di rientro sulla base dei potenziali introiti dell’attività, che sulla carta doveva essere piuttosto redditizia». Ma subentrano delle variabili incalcolabili: la prima è la crisi economica inarrestabile. La seconda è la commercializzazione dei medicinali generici. La terza è la concorrenza delle parafarmacie. La quarta, la più devastante, è l’avvento della Ztl. «I primi due anni, dal 2010 al 2012 – prosegue Mario Carboni – le cose sono andate bene. Gli incassi erano in linea con le previsioni. Ma dal 2012 l’amministrazione comunale ha scelto di chiudere al traffico via Brigata Sassari e la zona di Piazza Castello. I nostri introiti sono diminuiti drasticamente del 30 per cento. I clienti avevano difficoltà ad arrivare da noi, e anche quell’espediente dell’accesso temporaneo nella Ztl è servito a poco».

Così la farmacia entra in sofferenza economica e pagare i mutui contratti con le banche diventa impossibile. Il dottor Carboni comincia ad accumulare i debiti.

E anche la gestione quotidiana diventa in salita, perché la prima cosa che si fa, in una politica di risparmio, si taglia sui costi del personale. Portare avanti l’h24 con soli tre medici comporta sacrifici. Ma tutti stringono i denti e la farmacia va avanti. Purtroppo però il buco

non viene colmato e alla fine i titolari devono arrendersi e rassegnarsi al concordato preventivo. «Resteremo aperti sino a novembre, continueremo a garantire il servizio notturno, dopodiché cederemo il testimone ai nuovi acquirenti. So che alcuni investitori si sono già affacciati».

fonte: La Nuova Sardegna