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La ragazza rapinata a Sassari: «Non mi convinceva ma gli ho dato fiducia e mi ha aggredita»

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La ragazza rapinata a Sassari: «Non mi convinceva ma gli ho dato fiducia e mi ha aggredita»

Date: Jun 25, 2019
Author: La Nuova Sardegna 34 Nessun commento

SASSARI. «A dire il vero la sua faccia non mi era piaciuta, quando mi ha chiamato per chiedermi l’ora ho pensato subito male. Ma poi mi son detta: “Perché dubitare sempre degli altri solo perché hanno una faccia strana? Non è giusto”. E così mi sono fermata per rispondergli. Oggi dico che avrei fatto meglio a seguire il mio istinto…».

Sono le parole di Sandra, la giovane sassarese rapinata venerdì notte mentre rientrava a piedi a casa, in via dei Gremi. In quei momenti concitati la ragazza è caduta a terra insieme al suo aggressore e lo ha trattenuto nel tentativo disperato di evitare che lui scappasse con il suo cellulare. Ed è persino riuscita a fargli perdere una scarpa. Lei l’ha consegnata agli agenti delle volanti che in questo modo hanno avuto la possibilità di identificare come autore della rapina un 26enne gambiano.

In tanti hanno ammirato il coraggio di questa donna che non ha voluto rassegnarsi a essere vittima “passiva” del suo aggressore: «Inizialmente ho provato a non mollare la presa del telefono, ma lui insisteva con forza e così ho lasciato perdere, perché per un attimo ho temuto che potesse colpirmi. Poi all’improvviso ho pensato che non era giusto quello che mi aveva fatto e così l’ho inseguito, l’ho afferrato per una gamba e siamo caduti a terra, ho anche cercato di dargli un morso. È stato allora che ha perso la scarpa».

Sandra fa la cameriera in un ristorante del centro storico e spesso le capita di rientrare a casa a piedi di notte. «Quel ragazzo lo vedevo da giorni nei dintorni di casa mia. Mi è tornato in mente il giorno dopo e considerando quello che è successo credo proprio che stesse studiando i miei movimenti, mi seguiva, ha capito che ero sola e mi ha rapinato».

Sì, perché alla fine quell’iPhone X bianco il gambiano è riuscito a portarselo via. Ma la polizia non lo ha trovato nel rifugio dei senzatetto che c’è a pochi metri dalla rotatoria di via Padre Zirano (vicino a via dei Gremi). Lì gli agenti sono andati la notte della rapina e lì hanno trovato la scarpa uguale a quella persa dal rapinatore durante la colluttazione con la vittima. In quel casolare abbandonato sono state sentite alcune persone che hanno confermato che il gambiano era stato nello stabile e dopo essersi cambiato si era allontanato di tutta fretta. La polizia lo ha rintracciato dopo poco all’emiciclo Garibaldi e lo ha denunciato a piede libero per rapina.

«L’ho rivisto dopo due giorni al supermercato e l’ho riconosciuto – racconta Sandra – gli ho detto di restituirmi il telefono ma lui ha negato tutto». Naturalmente, come la stessa giovane ha voluto precisare, «non si tratta certo del valore del cellulare. Dà fastidio, ovvio, ma ho tirato fuori improvvisamente il coraggio solo perché non accettavo che mi avesse rapinato». D’altronde lei gli aveva dato fiducia, e se quelle cicatrici sul viso e lo sguardo non troppo benevolo inizialmente avevano fatto

vacillare la sua buona predisposizione d’animo, poi aveva voluto mettere da parte l’istinto e si era fermata per rispondere con gentilezza a un uomo che le aveva fatto semplicemente una domanda. Purtroppo non è stata ripagata con la stessa cortesia.

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fonte: https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2019/04/10/news/non-mi-convinceva-ma-gli-ho-dato-fiducia-e-lui-mi-ha-aggredito-1.17798912

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