SASSARI. La storia, il bombardamento e il naufragio, la scoperta in fondo al mare del Golfo dell’Asinara della Corazzata Roma dopo decenni di ricerche. E l’anima della “nave del silenzio” rappresentata dagli uomini dell’equipaggio che hanno perso la vita quando ormai erano in viaggio verso l’isola della Maddalena in circostanze mai chiarite sino in fondo. I corpi dei militari sono custoditi nella pancia della nave adagiata nel silenzio delle profondità del mare.

Della vicenda della Corazzata Roma si torna a parlare in questi giorni con la mostra “La nave del re nel silenzio del mare”, che verrà inaugurata al Mut, Museo della Tonnara di Stintino, sabato 10 novembre alle 17. L’esposizione racconta – a 75 anni dall’affondamento – la storia della nave da guerra. Quello che viene proposto è un viaggio fotografico e storico in un canyon sottomarino, a 16 chilometri dalla costa, dove l’ingegner Guido Gay, autore delle trenta foto in esposizione, si è immerso, tra il 2014 e il 2015, per rivelare i segreti di una tragedia che costò la vita a 1400 marinai. L’inaugurazione sarà accompagnata da un reading musicale con Giovanni Macciocu al violoncello e Cristian Melone alla fisarmonica e dalla proiezione di un video con suggestive immagini subacquee del relitto. A presentare la mostra – visitabile fino al 24 novembre – saranno Nicola Puggioni, presidente dell’Associazione Reduci e familiari caduti Corazzata Roma, e Roberto Barbieri dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Alghero.

La Corazzata Roma fu consegnata alla Regia Marina nel giugno del 1942. Solo un anno dopo fu danneggiata da un bombardamento aereo statunitense. Ritornata operativa, dopo l’armistizio italiano mentre era in viaggio per raggiungere La Maddalena, venne attaccata da bombardieri tedeschi, affondò nel 1943. Esempio della produzione navale bellica italiana della seconda guerra mondiale, la nave ha “dormito” per 69 anni nel Golfo dell’Asinara, dove è stata ritrovata a 1200 metri

di profondità solo nel 2012.

L’esposizione è uno degli ultimi appuntamenti in programma per il 2018 al Mut, che resterà aperto tutti i weekend di novembre e dicembre, il venerdì dalle 15.30 alle 19, il sabato e la domenica dalle 11 alle 13 e dalle 15.30 alle 19. (g.b.)

fonte: La Nuova Sardegna