SASSARI. I finanziamenti assegnati al Consorzio industriale provinciale di Sassari per la riqualificazione della viabilità d’accesso alle aree retroportuali dietro il pontile secchi e il posizionamento dei bracci di carico/scarico nella parte terminale del pontile Asi per la realizzazione dell’hub energetico a Porto Torres sono al sicuro.

Lo ha confermato il Ministero dello Sviluppo economico in una comunicazione inviata al Cips lo scorso 21 settembre che chiude la procedura di revoca del finanziamento da 4 milioni complessivi, aperta dal Mise lo scorso marzo. Un passaggio tecnico, si era più volte difeso Pasquale Taula, presidente del Consorzio, che non aveva mai realmente messo in dubbio i fondi assegnati. Rassicurazioni che non avevano però impedito, complice il licenziamento di Taula del direttore generale Luigi Pulina e la sua sostituzione con Salvatore Demontis, lo scatenarsi di un rabbioso scontro, andato avanti per tutta la primavera e deflagrato in una drammatica seduta del consiglio comunale di Sassari, con il Pd finito letteralmente in pezzi, diviso tra quanti chiedevano la testa di Taula (sostanzialmente l’area Spissu-Lai dei Dem) e chi lo difendeva (su tutti il sindaco Sanna).

Alla fine Taula è rimasto in sella, e il consorzio, – ente attuatore dei progetti previsti dal contratto d’area Sassari-Alghero-Porto Torres – ha fornito al Mise i chiarimenti richiesti sui due importanti interventi, entrambi banditi a luglio. Con la “pace” suggellata dal Mise con la comunicazione ufficiale di pochi giorni fa.

Un via libera che rafforza le strategie di riposizionamento del consorzio verso la nuova veste di “multiutilities” che, partendo dall’attività caratteristica del depuratore industriale si concentrerà, nei prossimi mesi, nella realizzazione del terminal di carico/scarico di Gnl. Con la riqualificazione delle aree retro portuali, attigue al pontile secchi, nel porto industriale di Porto Torres, dismesse dall’attività industriale, e il ripristino della viabilità di accesso e l’avvio di un programma di “reindustrializzazione” delle aree ricomprese all’interno dello stabilimento ex petrolchimico.

Progetto ambizioso, e complesso, ma anche unica via possibile per creare le precondizioni necessarie per attrarre nuovi investitori attuando, in contemporanea, un radicale rinnovamento dell’attività del Consorzio. In questa prospettiva si collocherà il polo tecnologico Lite house, in via di realizzazione nell’area

industriale di San Marco. Anche in questo caso la scommessa per il Consorzio sarà inserirsi nell’ambito del salto tecnologico e produttivo della strategia del “4.0”, nella convinzione che la vera sfida sarà gestire l’estensione della rivoluzione tecnologica dall’industria alle imprese.

fonte: La Nuova Sardegna