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Il futuro della mobilità viaggia sopra i binari

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Il futuro della mobilità viaggia sopra i binari

Date: Jun 21, 2019
Author: La Nuova Sardegna 47 Nessun commento

SASSARI. Il futuro di Sassari corre sui binari. Che siano quelli nuovi di zecca della metrotranvia, da posare nei prossimi anni con un finanziamento già in cassa di 32 milioni, o quelli già esistenti della ferrovia, da elettrificare e usare per farci correre sopra Sirio, ancora non è dato saperlo. Quel che però è certo è che il piano complessivo di mobilità dell’area vasta, di cui Sassari deve essere chiaramente l’epicentro, con annesso centro intermodale e collegamento con porto e aeroporto, non può attendere oltre. Eppure la situazione è tutt’altro che chiara, e i programmi in materia dei candidati abbastanza variegati. E il rischio è che Sirio finisca per l’ennesima volta su un binario morto.Lo stato dell’arte. Ma vediamo quale è lo stato dell’arte. Attualmente l’unica carta ufficiale che esiste è la variante approvata in extremis dal sindaco Sanna, che rivede il percorso della metrotranvia contenuto nel secondo e terzo lotto dei lavori. Variante che affonda il percorso in campo dal 2014, e ribadito nel Protocollo di intesa del maggio 2017, al quale l’Arst ha sempre detto di stare lavorando (anche se di fatto niente si è mosso). Secondo l’idea originaria si partiva dalla stazione di Santa Maria di Pisa, si arrivava fino alla 131 costeggiando Santa Maria di Pisa e Sant’Orsola 2, si “decollava” da via Sette Fratelli, si sorvola la ferrovia e il rio Sant’Orsola e poi sulla ex 131, sfiorando BricoMan, per poi raggiungere via Pala di Carru a Li Punti. Il secondo lotto. Sanna, dopo una fiera battaglia prima con l’Arst e poi anche con la sua stessa maggioranza (iniziando, chiaramente, dal Pd) ha fatto fermare Sirio prima del maxi ponte, per farlo girare a destra e arrivare a Li Punti costeggiando la ex 131. E da qui si dovrebbe, teoricamente, ripartire. Con l’Arst che dovrebbe partire con la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva e formulare il bando. In realtà nulla di tutto questo avverrà, almeno fino a quando non saranno chiare le scelte del prossimo sindaco di Sassari. Che potrebbero anche essere clamorose, e buttare all’aria tutto il progetto esistente, per ripartire da capo.Il comitato. Da mesi infatti è in azione in città un comitato per la metropolitana di superficie, formato da esperti, ex amministratori e semplici cittadini (tra cui Giovanni Meloni e Rosario Musmeci, Lucio Nali e Pinuccio Porcellana, Francesco Piras e Giuseppe Losito). Un gruppo bipartisan che sta facendo proseliti, anche domani alle 18 è in programma una riunione all’Auser di via Tintoretto, chiedendo di tornare progetto originario della metropolitana di superficie, quello approvato a Sassari alla fine degli anni ’90 e ammesso a finanziamento dall’Ue, che prevedeva la trasformazione dei rami delle FdS in sistemi in cui mezzi tranviari circolano su percorsi ferroviari. Parlando del tratto in discussione si tratta della linea Sassari – Sorso e il ramo urbano della Sassari – Tempio, senza dimenticare, il connesso collegamento all’aeroporto di Fertilia.Le carte. Un progetto per nulla nuovo in realtà, contenuto in tutti gli atti di programmazione ufficiali, dal Piano urbano di mobilità comunale al Programma regionale di sviluppo 2007/2009, al Documento strategico regionale 2007/2013, per citare i principali, che però nel complicato sviluppo della progettazione e dei lavori della metro leggera è stato completamente abbandonato. Risultato, il progetto attuale, l’unico in questo momento valido, non solo Sirio non passa più sui binari esistenti, ma per il secondo e terzo lotto di lavori li scavalca, con ponti, viadotti e chilometri di nuovo “ferro”. Il comitato chiede di fermarlo, e di ripartire dall’elettrificazione della Sassari-Sorso (8 milioni teoricamente già finanziati) e, pezzo per pezzo, di tutta la rete dell’area vasta.Le risposte. Sirio “elettrico” o variante approvata? A questa domanda il prossimo sindaco dovrà dare una risposta, senza prendere decisioni affrettate, ma senza perdere altro tempo. La metro leggera 30 anni fa nasceva come un progetto visionario, in grado di rivoluzionare la mobilità nell’area vasta. Non può ridursi a un trenino che gira a fatica tra due o tre quartieri della città.

link: https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2019/05/14/news/il-futuro-della-mobilita-viaggia-sopra-i-binari-1.17816806