SASSARI. Da una parte le accuse degli agenti della squadra mobile, che un mese dopo l’incendio che ad agosto dello scorso anno aveva distrutto l’appartamento di via Napoli in cui viveva l’ex compagna, le avevano notificato la misura cautelare in carcere.

Dall’altra le indagini difensive, supportate da testimonianze e tabulati telefonici che per Tiziana Cocco, 41 anni, sassarese, potrebbero rappresentare la speranza dell’assoluzione.

Sta affrontando il processo con il rito abbreviato condizionato all’audizione di alcuni testimoni davanti al gup Michele Contini, la donna che secondo il pm Giovanni Porcheddu la sera del 7 agosto del 2017 avrebbe dato fuoco all’abitazione in cui fino a poco prima aveva convissuto con la compagna di dieci anni più grande. Nei momenti drammatici in cui la casa bruciava e il fuoco metteva a rischio l’incolumità dei residenti dell’edificio di via Napoli 41, Tiziana Cocco si era messa in contatto telefonico con la ex compagna – con la quale si era interrotta una tumultuosa relazione sentimentale – e le aveva scritto: «Se mi fai arrestare ti ammazzo».

Il suo difensore, l’avvocato Gianluigi Poddighe, sta però provando a smontare le accuse nei suoi confronti e grazie ad investigazioni difensive ha individuato due persone che sostengono di aver trascorso la serata del 7 agosto proprio con la Cocco in un bar di corso Vico. I tabulati telefonici collocherebbero poi la donna in un’altra zona della città all’ora dell’incendio.

Ad incastrarla era stata anche la testimonianza di una persona che aveva detto alla polizia di averla vista nelle scale del palazzo poco prima che divampassero le fiamme. La stessa persona che però in aula è apparsa meno sicura sulla sua identità. La sentenza è attesa per il 30 novembre.

fonte: La Nuova Sardegna