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Fuego, ecco il lieto fine: nuova casa e vita felice

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Fuego, ecco il lieto fine: nuova casa e vita felice

Date: May 26, 2019
Author: La Nuova Sardegna 44 Nessun commento

SASSARI. Il primo passo per archiviare il male è cambiare nome. Fuego era un po’ troppo evocativo, e certe esperienze è meglio chiuderle a doppia mandata nello stanzino buio dell’anima. Meglio ribattezzarlo Fibi, che in greco sa di futuro radioso. I cani, alle volte, sono formidabili nel formattare il passato e riprogrammarsi alla vita. E Fibi, dei maltrattamenti, si porterà dietro giusto due lembi bruciacchiati di orecchi. I baffi stanno ricrescendo, il pelo sulla schiena pure, gli occhi sono ritornati vispi e luminosi mentre la fiducia nell’uomo non si è incrinata di una virgola. La pelle rimarginerà le ustioni, il cervello le sevizie, la coda è un tergicristallo instancabile che lava la vita. Nuova casa, nuova famiglia e nuova padrona. I candidati all’adozione di Fibi (Fuego per gli amici) erano centinaia. La sua faccia da peluche abbrustolito aveva primo intenerito i social, poi era rimbalzato tra quotidiani e tv nazionali. Era diventato una specie testimonial dei cani sfigati e vittime di violenze, e tantissimi amanti degli animali si erano fatti avanti per regalargli una nuova opportunità. Si sono proposti anche giornalisti di famose testate che avevano raccontato la sua storia.Ma chi se l’ha portato a casa e lo accudisce da una settimana, aveva un curriculum insuperabile: è la signora che quel pomeriggio del 2 aprile l’ha ritrovato in un sentiero di Monte Bianchino. Un fagotto di sofferenze: gli occhietti chiusi, velati da un alone bianco, le palpebre sanguinanti, il guinzaglio liquefatto sul pelo, la pelle viva e bollente, nessun guaito, immobile e rassegnato. Lei lo aveva caricato in auto e portato dai vigili urbani. Quel giorno gli aveva salvato la vita, ora prova a condirglierla con un pizzico di felicità.Fibi, da parte sua, sembra apprezzare questo balsamo di coccole sulle sue ferite: «Ce l’ho in prova e in un paio di giorni ci ha conquistati tutti. Mia figlia lo adora, mio marito pure, e a dirla tutta è già diventato amico della mia cagnetta di 14 anni e anche dei miei quattro gatti, nonostante spesso li rincorra per gioco». Ha un cuscino dove ronfare di notte nel calduccio domestico, ha un giardino di un ettaro dove scorrazzare di giorno. «È affettuoso, mansueto e giocherellone. Ora che ha ripreso le forze è vivacissimo. Mi meraviglia che tutto ciò che ha passato non abbia scalfito la sua fiducia verso il prossimo. Mai diffidente, mai schivo, mai una protesta, si lascia fare di tutto. È anche obbediente». E ancora: «Il mio desiderio, a dire la verità, è sempre stato quello di adottare un vecchio cane, di quelli dimenticati in canile, per dargli gli ultimi anni di vita felice. Ma poi ho pensato che anche Fibi meritasse un risarcimento per la crudeltà dell’uomo. L’averlo trovato era un segno del destino». Purtroppo nessuna novità sui responsabili delle sevizie. I vigili urbani, dopo aver affidato il piccolo meticcio alle cure dei veterinari dell’ospedale didattico universitario, avevano subito avviato le indagini. Da aprile ad oggi sono state raccolte solo due testimonianze, ma ancora dei torturatori non c’è traccia. La zona in cui è stato ritrovato Fibi è scarsamente abitata, ed è frequentata soprattutto dagli amanti delle passeggiate e della corsa. Nessuno dei residenti aveva mai visto quel cane, e nessun proprietario ha mai denunciato la sparizione.Ma al piccolo Fibi di tutto questo poco importa. Lui ha la gratitudine di serie: sono bastate un paio di carezze e una ciotola piena, per far pace col genere umano.

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