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Dimissioni tra 4 mesi: non ci sono i medici per le cure in casa

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Dimissioni tra 4 mesi: non ci sono i medici per le cure in casa

Date: May 27, 2019
Author: La Nuova Sardegna 14 Nessun commento

SASSARI. Per ora siamo al livello di parcheggio forzato, ma, stante le premesse, si potrebbe arrivare tranquillamente al sequestro di persona. Un paziente ricoverato nella Clinica pneumologia dell’Aou di Sassari aspetta da un mese le dimissioni, e continua a trascorrere i giorni dentro la sua “prigione” asettica perché non ci sono i medici e i presìdi necessari per rimandarlo a casa. E non si tratta di una piccola parentesi risolvibile nell’arco di qualche settimana. «I medici – dice Michele, figlio del paziente – sono stati piuttosto espliciti: la situazione è complessa, potrebbe richiedere molto tempo e suo padre potrebbe restare in reparto anche per altri quattro mesi».

Ha 72 anni, ha grosse difficoltà respiratorie per un affaticamento muscolare cronico. Quando il 23 febbraio scorso era entrato in Pneumologia, il suo quadro clinico era gravissimo. Dispnea, polmonite, versamento pleurico. Tanto che dopo cinque giorni era stato necessario il trasferimento in rianimazione, con il ricorso alla tracheotomia alla ventilazione meccanica.

Però l’anziano reagisce positivamente alle terapie, supera la polmonite, riassorbe il versamento, e riprende a respirare con un briciolo di autonomia. Perciò, una volta stabilizzato, i responsabili di Rianimazione decidono per il rientro in Pneumologia. La ventilazione meccanica resta ancora indispensabile, ma l’apparecchio viene attivato soprattutto la notte. E il paziente comincia anche a riacquistare forze, a muovere i primi passi tra i corridoi scortato dall’inseparabile bombola mobile d’ossigeno . I medici perciò, alle richieste dei familiari sulla prospettiva delle dimissioni, si dicono possibilisti, e forniscono tutte le dritte per avviare l’iter. Si tratta pur sempre di un uomo non autosufficiente, che per vivere avrà bisogno di assistenza continua e di macchinari per supportare la respirazione. «Babbo necessita di due ventilatori meccanici, un aspiratore, un letto e una serie di presìdi e accorgimenti per la sua gestione domiciliare». Ma i macchinari sembrano l’ostacolo meno insormontabile. La procedura si arena quando entra in ballo il personale: «All’appello mancano la responsabile che dovrebbe autorizzare il rientro a casa, e i medici che si prendono in carico l’assistenza – dice Michele – il personale è a ranghi ridottissimi e non è in grado di sobbarcarsi la gestione di altri pazienti. Questa è stata la spiegazione che è stata data a noi parenti. Dal momento che difficilmente si prevede un potenziamento di organico a breve, ecco da dove nascono gli ipotetici quattro mesi di attesa prima delle dimissioni. Basta mettersi nei panni di un paziente, per capire che si tratta di un’eternità».

E infatti l’anziano la prende malissimo: «Babbo è disperato. Questa notizia lo sta deprimendo e noi figli siamo molto preoccupati. Ha detto di volersi strappare i sondini e farla finita».

Non solo: è molto debilitato, e il sistema immunitario non sarebbe in grado di far fronte a un’infezione batterica. Purtroppo l’ospedale paradossalmente non è il luogo ideale per stare al riguardo da germi o virus. «A lui, che vive in un equilibrio precario, basterebbe contrarre un’infezione per rischiare davvero la vita. Stare altri mesi in Pneumologia lo metterebbe seriamente a rischio. In altre stanze ci sono pazienti in isolamento, alcuni che hanno contratto batteri resistenti agli antibiotici. Io sono infermiere e so che le possibilità di contagio non sono poi così remote. Se hai gli anticorpi che funzionano, tutto si risolve. Se sei debolissimo come babbo, puoi anche non farcela. Ecco, rischiare di morire per una reclusione forzata, perché non c’è personale sufficiente

per le dimissioni, è una cosa francamente assurda».

Come è paradossale che un ospedale si faccia carico delle ingenti spese di ricovero di un paziente non autosufficiente, occupando per mesi un posto letto, quando il ritorno a casa sarebbe molto meno dispendioso.


fonte: https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2019/05/07/news/dimissioni-tra-4-mesi-non-ci-sono-i-medici-per-le-cure-in-casa-1.17813161

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