PATTADA. È un sogno che si trasforma in realtà e supera la fantascienza. Antonio Fogarizzu non ci crede ancora. Coltellinaio per vocazione, artista per istinto, ideatore di un genere di coltelli tutto suo, 47 anni, vive a Pattada, il suo paese, e fa la spola tra gli Stati Uniti, dove si concentra la maggior parte dei suoi affari, e il resto del mondo, dove le sue opere d’arte sono apprezzate da facoltosi collezionisti.

Per una serie incredibile di coincidenze nei giorni scorsi si è ritrovato a Parigi, ad assistere alla prima europea di “Perfect”, film di fantascienza del regista americano Eddie Alcazar, un grande talento che dopo essersi fatto un nome per le sue prestigiose collaborazioni in ambito musicale – a iniziare dai video realizzati per Adele – e tanta gavetta nel mondo dei cortometraggi e delle rassegne indipendenti, è stato prodotto da Steven Soderbergh.

Antonio Fogarizzu
Antonio Fogarizzu

In una sala gremitissima e tripudiante, applausi, foto, autografi e passerella anche per lui, Antonio Fogarizzu, autore del futuristico arnese protagonista della pellicola, un coltellino a forma di bisturi, della grandezza di una penna, con una stilo di inchiostro bianco all’interno.

«Da tre anni lavoravo a un progetto per un cliente russo», racconta il diretto interessato ancora frastornato dal clamore e dalla popolarità inattesa. «Quest’estate ha insistito per una consegna di persona, ho approfittato per fare un viaggio con la mia famiglia e ci siamo dati appuntamento a Parigi», spiega. «A fine agosto mi scrive Alcazar per dirmi che il 14 settembre il film sarebbe stato proiettato per la prima volta in Europa, all’Etrange Film Festival di Parigi», prosegue. Appena Fogarizzu gli ha detto che in quei giorni sarebbe stato a Parigi e avrebbe volentieri assistito alla proiezione, il regista si è prodigato per accoglierlo con ogni onore. «Attori e staff ci sono venuti incontro e ci hanno presentato a tutti, poi via a fare le foto per la stampa francese», racconta divertito l’artista pattadese. Poi la proiezione e la sorpresa. «I miei coltelli sono protagonisti, vengono usati dall’inizio alla fine, inquadrati spesso e molto bene, con tanto di effetti speciali – anticipa – è tutto molto bello».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

fonte: La Nuova Sardegna