SASSARI. Da storica gioielleria a store di abbigliamento per infanzia e bambino. Si chiude un ciclo, cominciato nel lontano 1820, per l’ex azienda Ademaro Rossetti di piazza Azuni. Il negozio è stato venduto dai proprietari alla Perseo Geie (Gruppo europeo di interesse economico), una immobiliare che opera a livello comunitario, e che ha sua volta ha affittato alla Okaidi, brand francese presente in tutti i continenti e nell’isola a Cagliari e Olbia Tra un mese si apre. I lavori sono già iniziati, ma le tracce di quello che è stato e ha rappresentanto la gioielleria Rossetti in città non spariranno sotto nuovi intonaci: sulla facciata rimarranno le targhe di marmo a testimoniare il passato di un’attività commerciale tra le più antiche della città, con quasi duecento anni, e all’interno è previsto un intervento per il più possibile conservativo, anche se il pavimento a mosaico verrà ricoperto dal parquet.

Era da tempo che i prestigiosi locali di piazza Azuni erano sul mercato. Interesse e qualche accenno di offerta di acquisto non sono mancati, ma soltanto nei mesi scorsi l’operazione di vendita, condotta dalla Aurea immobiliare, è andata in porto. Luigi Mannuzzu, figlio di Elisabetta Rossetti e di Salvatore Mannuzzu, che avevano gestito per ultimi il negozio, la zia Gabriella Rossetti e gli eredi di Ademaro Rossetti, si sono ritrovati dal notaio per il rogito insieme con l’acquirente Davide Zanzuri, amministratore unico della Perseo.

Un passaggio di mano che non è stato fatto a cuor leggero. Perché è un patrimonio familiare, con tutti i ricordi che si porta dietro, che cambia proprietà. «Posso dire di essere cresciuto tra quelle mura e la decisione di vendere è stata sofferta, anche se non c’erano alternative», ammette Luigi Mannuzzu. L’orefice porta il nome importante del nonno Gino, che lo scorso secolo fu punto di riferimento per gli acquisti importanti di decine di famiglie della borghesia sassarese con la sua esperienza e conoscenza in fatto di gemme e altri oggetti preziosi per regali di lusso e di gusto, fosse un fidanzamento, un matrimonio o un battesimo. Anche Salvatore Mannuzzu non nasconde che si è trattato di un passo decisivo. «Ma mio figlio sta continuando e continuerà l’attività familiare nel negozio di largo Cavallotti che porta il nome di mia moglie». E dove si possono trovare ancor a quei “pezzi” che hanno reso famosa la qualità della gioielleria Rossetti.

Tutto cominciò in seguito al matrimonio tra la figlia dell’orefice Giovanni Sechi Pieroni e Ademaro Rossetti. L’orologiaio piemontese originario di Carignano, arrivato in Sardegna, non solo trovò moglie, ma subentrò al suocero nella proprietà e gestione della gioielleria. Il figlio della coppia, Gino, fu il naturale erede della ditta e la consolidò. I figli Ademaro ed Elisabetta, scomparsi

entrambi nel 2014, ampliarono l’attività aprendo nuovi punti vendita in via Roma e in un centro commerciale, anche se in seguito fu presa la decisione di chiuderli. Come è avvenuto anche in piazza Azuni. Che ora una rinascita in un certo senso l’avrà con i vestitini per neonato.

fonte: La Nuova Sardegna