Una scoperta epocale, profondamente radicata nella storia genetica della Sardegna, apre nuove prospettive nella lotta globale contro la malaria. Lo studio, frutto del lavoro congiunto tra l’Università degli Studi di Sassari e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Irgb) di Cagliari, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature”. A coordinare la ricerca, il genetista Francesco Cucca, docente dell’ateneo sassarese e figura di spicco nella genetica della popolazione isolana.
La ricerca ha identificato una variante genetica unica, particolarmente diffusa tra i sardi, capace di ostacolare in modo significativo la crescita del Plasmodium falciparum, il parassita responsabile della malaria. L’intuizione iniziale risale al progetto SardiNIA, che analizzando i dati di settemila volontari dell’Ogliastra, aveva individuato questa mutazione e la sua associazione a particolari caratteristiche dei globuli rossi.
La variante agisce modificando l’attività del gene CCND3, rendendo i globuli rossi meno ospitali per il parassita, grazie anche a un aumento dello stress ossidativo. Questo meccanismo, un vero e proprio “esperimento naturale” evolutivo forgiato da secoli di malaria endemica in Sardegna, è stato confermato da esperimenti di laboratorio coordinati anche dall’Università di Sassari. La scoperta non solo illumina il passato genetico dell’isola, ma apre soprattutto nuove vie per lo sviluppo di innovative terapie contro una malattia che ancora oggi causa oltre 600mila vittime l’anno nel mondo.
Fonte: Sassarinotizie


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