Nell’odierno Vangelo di Luca, Gesù mette in guardia i suoi seguaci sulla necessità di sforzarsi per entrare per la porta stretta del Regno dei Cieli. Con un linguaggio forte e deciso, Gesù avverte che non tutti coloro che cercano di entrare riusciranno a farlo, e che sarà troppo tardi quando il padrone di casa chiuderà la porta. Ci sarà pianto e stridore di denti per coloro che si vedranno esclusi, mentre altri verranno da ogni parte del mondo per sedersi a mensa nel regno di Dio. Questo insegnamento, che mette in discussione gli stereotipi tradizionali di primi e ultimi, è un monito importante per tutti coloro che si ritengono già salvati ma si ritrovano ad essere operatori di ingiustizia.
La riflessione proposta da Gesù ci invita a non dar nulla per scontato e a non basare la nostra salvezza su meriti personali o su un’adesione superficiale alla religione. È la sincerità del cuore e la coerenza delle azioni che realmente contano agli occhi di Dio, e solo coloro che camminano sulla via stretta potranno giungere al regno promesso.
Attraverso questa parabola, Gesù ci invita a una seria autocritica e a riconsiderare le nostre priorità spirituali. Non conta essere tra i primi in terra, ma essere tra gli ultimi agli occhi di Dio. La parola del Signore è chiara: “I primi saranno ultimi e gli ultimi primi”. Che questo insegnamento ci guidi nella nostra ricerca di salvezza e ci spinga a mettere al centro della nostra vita la vera fede e la giustizia.
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