Gravi disagi nel pomeriggio di oggi, 7 luglio, per i passeggeri del treno proveniente da Cagliari e diretto a Sassari. A causa di un’avaria il treno è rimasto bloccato sui binari dalle 16.45. Una squadra della Misericordia di Sassari è stata attivata dalla Protezione Civile Regionale per l’assistenza ai venti passeggeri. Dopo alcune ore il convoglio è stato trainato fino alla stazione di Scala di Giocca dove i passeggeri sono stati rifocillati. Per evitare che la circolazione dei treni in partenza e in arrivo verso Sassari e Porto Torres venisse interrotta c’è stato bisogno di un treno che, una volta agganciato a quello rimasto in panne, nel binario unico da cui dipende l’intera circolazione da San Gavino verso Sassari -Porto Torres ed Olbia, è stato rimorchiato nel binario “tronco” (morto) a Scala di Giocca. Ci sono stati ritardi nella circolazione dei treni in arrivo e in partenza dalla stazione di Sassari.
“Questo è l’ennesimo episodio che deve far riflettere tutti” tuona il Segretario della Filt Cgil Sardegna Arnaldo Boeddu. “I soldi che si stanno spendendo nel Sulcis – aggiunge Boeddu – con una completa interruzione del servizio ferroviario per oltre un anno e mezzo, il termine dei lavori è previsto per il mese di dicembre del 2026, non migliorerà neppure di un minuto la percorrenza ed il raddoppio dei binari interesserà solo pochi chilometri di strada ferrata. Praticamente ci sarà solo un punto di scambio e niente più. Ma, nel nord dell’isola, aggiunge il leader sindacale Boeddu la situazione è ben più grave. Passaggi a livello che quando rimangono aperti costringono il macchinista a fermare il treno sino a quando non interviene la squadra di soccorso degli operai della rete ferroviaria italiana. Tutto questo avviene in aperta campagna – prosegue Boeddu – dove è impossibile scendere dal treno con temperature proibitive d’estate così come d’inverno. A questo si aggiungono i ritardi a catena per i treni che rimangono fermi nelle varie stazioni in attesa che il binario unico occupato dal treno guasto vengano liberati. Una vergogna che continua di anno in anno per ottusità politica – conclude Boeddu – che mai si vuole confrontare con i sindacati ma che continua nei proclami”.
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