L’allevatore di Bonorva, Titti Pinna, ha testimoniato davanti alla Corte d’assise di Sassari nel quarto processo per il suo rapimento. Rimasto prigioniero per quasi un anno, ha raccontato il suo calvario e la fuga insperata. L’imputato nel caso è l’imprenditore edile Antonio Michele Piredda, difeso dalle avvocate Antonella Cuccureddu e Ilaria Pinna. Per il sequestro sono stati condannati in precedenza Salvatore Atzas, Giovanni Maria Manca, Antonio Faedda e i fratelli Giovanni e Francesca Sanna.
Pinna ha parlato della sua esperienza, descrivendo il momento della cattura fino alla fuga. Ha dichiarato di aver pregato e di essersi fatto forza pensando alle persone che lo aspettavano a casa. L’emozione durante la sua testimonianza era palpabile, rivivendo i momenti terribili che ha vissuto durante la prigionia.
Il processo continua ad essere sotto i riflettori, con ogni dettaglio che emerge durante le testimonianze e le interrogazioni. La lotta per la giustizia per il rapimento di Titti Pinna continua a essere al centro dell’attenzione, con la speranza che alla fine la verità venga alla luce e che i responsabili siano puniti per i loro crimini.
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