Un caso che solleva pesanti interrogativi ha scosso il Pronto Soccorso dell’ospedale “Paolo Dettori” di Tempio Pausania. Un medico “a gettone”, Giovanni Vetrone, già imputato per gravi reati sessuali in un’altra regione, ha prestato servizio per un turno nel presidio gallurese. La sua presenza ha immediatamente riacceso il dibattito sulla sicurezza e l’idoneità del personale impiegato tramite cooperative, un sistema nato per sopperire alla cronica carenza di medici, ma sempre più sotto osservazione critica.
Vetrone, un cardiologo iscritto all’albo di Benevento, è coinvolto in un procedimento giudiziario per violenza sessuale di gruppo e filmati illeciti su pazienti. Sebbene la presunzione d’innocenza sia un principio cardine, la notizia della sua presenza a Tempio ha allertato la ASL Gallura. L’azienda, in coordinamento con Ares, è intervenuta prontamente, spingendo la cooperativa fornitrice a interrompere la collaborazione. L’obiettivo primario, ha chiarito la ASL, è tutelare la serenità dei pazienti e del personale sanitario.
L’episodio evidenzia le fragilità di un sistema sanitario sardo, e in particolare gallurese, sempre più dipendente dai “gettonisti” per mantenere operativi i servizi essenziali. La carenza strutturale di medici, specialmente nell’emergenza-urgenza, impone scelte che, seppur necessarie, possono esporre a rischi e compromettere la fiducia dei cittadini nella sanità pubblica, come dimostra questo emblematico caso.
Fonte: Sassaritoday



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