Sardegna e Corsica si uniscono in un appello congiunto all’Unione Europea, chiedendo di posticipare l’applicazione della contestata Direttiva ETS ai collegamenti aerei e marittimi. L’obiettivo è ottenere una moratoria di cinque anni, indispensabile per scongiurare un aumento insostenibile dei costi che graverebbe su residenti e aziende, anche nella nostra provincia di Sassari.
L’Emission Trading System (ETS) è un meccanismo UE che impone alle compagnie aeree e marittime di acquistare “quote di emissione” per la CO2 prodotta, incentivando così la transizione verso carburanti e tecnologie più pulite. Tuttavia, per le isole, l’impatto potrebbe essere devastante.
L’assessora regionale ai Trasporti, Barbara Manca, ha sottolineato come la transizione ecologica non possa penalizzare i territori insulari. Un tale aumento si tradurrebbe in rincari per traghetti e voli, colpendo duramente la mobilità dei cittadini e la competitività delle imprese isolane, dal settore turistico all’agroalimentare, con effetti tangibili anche per i comuni della provincia di Sassari.
Le due isole chiedono quindi tempo: cinque anni per individuare soluzioni che concilino gli obiettivi di riduzione delle emissioni con il fondamentale diritto alla mobilità e alla continuità territoriale, elementi vitali per il nord Sardegna e per l’intera economia isolana, senza alternative praticabili a voli e collegamenti marittimi.
Fonte: Sassaritoday


