Un’inattesa svolta scuote l’inchiesta sulla sparatoria del 19 gennaio scorso nella zona industriale di Predda Niedda, a Sassari. I Carabinieri di Sassari hanno eseguito tre arresti che potrebbero ridefinire il caso: Luca Silanos e i fratelli Alessio e Fabio Levanti sono stati fermati con l’accusa di concorso in detenzione abusiva di arma da fuoco.
Questo sviluppo è cruciale per la posizione di Giovanni Maninchedda, titolare della rivendita di auto usate, finora accusato di tentato omicidio e porto illegale d’arma. La difesa di Maninchedda ha sempre sostenuto la tesi della legittima difesa, basandosi sui filmati delle telecamere di sorveglianza. Le immagini, secondo i legali, mostrerebbero un’azione pianificata, una vera e propria “spedizione punitiva”, con uno degli uomini arrivati davanti alla concessionaria che avrebbe brandito una pistola prima dello sparo.
L’arresto dei tre, a marzo, rafforza questa linea difensiva, suggerendo che lo sparo che ferì Silanos alla gamba sia avvenuto in un contesto di pericolo imminente. Sarà ora l’autorità giudiziaria di Sassari a valutare se questi nuovi elementi possano alleggerire la posizione di Maninchedda e modificare l’accusa di tentato omicidio, ridisegnando il quadro accusatorio complessivo della drammatica vicenda di Predda Niedda.
Fonte: Lanuovasardegna



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