Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla sparatoria che ha scosso la zona industriale di Predda Niedda, a Sassari, lo scorso 19 gennaio. Il Giudice per le Indagini Preliminari, Gian Paolo Piana, ha disposto la permanenza in carcere per Luca Silanos e i fratelli Alessio e Fabio Levanti. I tre, arrestati giorni fa con le accuse di ricettazione e detenzione abusiva di arma da fuoco, hanno fornito la loro versione dei fatti durante l’interrogatorio di garanzia, ma il GIP ha ritenuto necessaria la custodia cautelare.
I difensori dei tre uomini – gli avvocati Lorenzo Galisai, Nicola Satta, Paolo Spano, Marco Palmieri e Anna Maria Santoru – hanno già annunciato l’intenzione di ricorrere al Tribunale del Riesame per contestare la decisione del giudice.
L’arresto di Silanos e dei Levanti si inserisce in un quadro investigativo più ampio, in cui le telecamere di sorveglianza della concessionaria coinvolta giocano un ruolo cruciale. Proprio su queste immagini si concentra la strategia difensiva di Giovanni Maninchedda, titolare della rivendita di auto usate, attualmente in carcere con l’accusa di tentato omicidio e porto illegale di arma, per aver ferito alla gamba Luca Silanos. Secondo i legali di Maninchedda, i filmati mostrerebbero Silanos e i fratelli Levanti effettuare più passaggi e soste sospette davanti all’autosalone, suggerendo il possibile preludio a una vera e propria “spedizione punitiva”, alla quale il loro assistito si sarebbe legittimamente difeso.
Fonte: Lanuovasardegna


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