Il quartiere di Sassari continua a vivere nell’ombra dell’esplosione che ha sconvolto la vita di tanti residenti. Le macerie e le auto schiacciate sono ancora lì, a ricordare il dramma avvenuto tre mesi fa tra via Principessa Maria e via Don Minzoni. Nonostante il cartello della Questura che recita “Immobile sotto sequestro giudiziario”, nessuno si è ancora mosso per rimuovere i resti del crollo.
La scena è surreale: studenti che percorrono la strada accanto alle macerie, mentre un locale da ballo si prepara a riaprire le porte. I residenti sono stanchi di aspettare che la strada venga bonificata e mettono in sicurezza la zona. Il contrasto tra la normalità che cerca di ritornare e la distruzione immutata colpisce chiunque passi di qui e si soffermi a guardare.
Le foto dei curiosi sono diventate un ricordo delle tragedia, mentre gli abitanti della zona temono che altre parti della palazzina possano crollare. Il silenzio è calato tra le macerie, dove anche il dolore per la perdita di Antonello Lambroni, geometra di 63 anni, continua a farsi sentire. La città cerca di riprendersi, ma le ferite di quel 30 giugno sono profonde e ancora aperte.
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