SASSARI – L’Università di Sassari continua a brillare sulla scena internazionale, consolidando il suo impegno nella ricerca archeologica e nella formazione in area tunisina. Una recente e straordinaria scoperta nel sito di Numluli, nel Nord della Tunisia, ha posto nuovamente l’ateneo turritano sotto i riflettori globali.
Nel corso degli scavi, diretti congiuntamente dal professor Alessandro Teatini (Archeologia Classica Uniss) e da Moheddine Chaouali (INP di Tunisi), è emersa una statua in marmo di circa 55 centimetri, raffigurante un giovane pastore in tunica. Il ritrovamento, di pregevole fattura e sorprendentemente policromo, include anche una piccola figura di Eros, rendendo il gruppo scultoreo un unicum di eccezionale valore.
Numluli, un *municipium* romano tra i meglio conservati della Tunisia, è oggetto di indagini sistematiche che rivelano una visione quasi intatta della vita pubblica e religiosa dell’epoca. Questa scoperta di una statua in marmo greco policromo, rarissima nell’entroterra tunisino, evidenzia inattese connessioni culturali e ambizioni artistiche. La partecipazione di Uniss, anche tramite Winter School e future Summer School, e i risultati delle ricerche epigrafiche guidate da Antonio Ibba, riaffermano l’eccellenza dell’Università di Sassari, proiettando la Sardegna nel cuore delle più importanti scoperte archeologiche mondiali.
Fonte: Sassarinotizie


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