Un acceso braccio di ferro si accende tra Roma e la Sardegna per il futuro di Cala Finanza, gioiello naturalistico nel comune di Loiri Porto San Paolo. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo a un imponente progetto turistico-ricettivo, ignorando le decise opposizioni della Regione Sardegna, del Comune e persino della Soprintendenza. La decisione, che sfrutta lo strumento di semplificazione della ZES unica, scavalca i vincoli paesaggistici di un’area costiera di altissimo pregio ambientale, situata di fronte all’isola di Tavolara.
Il piano prevede la trasformazione di circa dieci ettari di territorio, ora zona di salvaguardia, per la realizzazione di un resort di lusso. L’investimento multimilionario include un hotel a cinque stelle con 50 camere, 30 ville esclusive, ristoranti, un porto turistico e un campo da golf, distribuiti su cinquanta ettari di macchia mediterranea. L’assessore regionale all’Urbanistica, Francesco Spanedda, ha criticato duramente la scelta del governo, affermando che “la semplificazione non può diventare un grimaldello per aggirare la pianificazione territoriale”.
La Regione ha già annunciato un ricorso immediato al TAR per difendere le proprie prerogative e i vincoli ambientali. La vicenda, già complessa con precedenti ordinanze di demolizione e sospensioni giudiziarie, vede ora anche la mobilitazione della comunità locale. Cala Finanza è destinata a diventare un caso simbolo nella difesa del territorio sardo, con la battaglia legale che proseguirà senza sosta.
Fonte: Sassaritoday


