Torna a infiammarsi la questione ambientale a Porto Torres, al centro di un acceso dibattito la richiesta di Eni Rewind Spa di scaricare direttamente a mare le acque di falda trattate, provenienti dall’impianto TAF, nel porto industriale. Una mossa che riapre vecchie ferite e solleva forti preoccupazioni tra gli attivisti del territorio e le istituzioni locali.
L’associazione “Tuteliamo il Golfo dell’Asinara”, guidata da Giuseppe Alesso, denuncia con forza l’iniziativa, definendola un “ennesimo schiaffo ambientale”. Sebbene Eni dichiari che le acque trattate rispettano i parametri di legge, la richiesta permetterebbe alla società di sottrarsi ai controlli indipendenti del depuratore consortile, dove attualmente vengono convogliate. Questo, secondo Alesso, comporterebbe un risparmio di circa 3 milioni di euro annui per Eni, a discapito della trasparenza e della tutela ambientale.
La posizione degli ambientalisti trova pieno appoggio nel Consorzio Industriale Provinciale di Sassari (CIPS) e nel Comune di Porto Torres, che hanno già espresso parere negativo. Viene ricordato il passato di Eni Rewind, condannata per disastro ambientale nell’area, e l’inefficacia delle garanzie offerte in passato. L’appello è ora rivolto a tutti i rappresentanti istituzionali della provincia di Sassari affinché impediscano questa modifica, garantendo la salvaguardia del Golfo dell’Asinara e la salute dei cittadini.
Fonte originale e approfondimento: Unionesarda


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