L’indignazione monta a Sassari per lo stato di grave degrado in cui versa la chiesa di Santa Maria di Betlem. Simbolo inequivocabile della tradizione dei Candelieri e patrimonio UNESCO, l’edificio è da anni ostaggio di lavori infiniti e gravi infiltrazioni d’acqua. “Ci piove dentro, l’acqua entra dai muri e in sacrestia usiamo gli stivali”, denuncia un post virale sul gruppo “Segnala a Sassari”, eco della frustrazione cittadina. La domanda è unanime: perché un tale abbandono per il cuore della nostra identità?
Santa Maria di Betlem non è solo una chiesa, ma la culla della Faradda, dove si scioglie il voto alla Vergine Assunta il 14 agosto. Per anni, a causa dei cantieri, questa tradizione millenaria è stata costretta a svolgersi all’esterno. La speranza di un ritorno all’interno entro il 2026 è un barlume, ma l’attuale incuria mette a dura prova la pazienza di chi vede un simbolo sacro e culturale deteriorarsi sotto i propri occhi.
Dietro la facciata semplice si cela un tesoro di arte e storia: dalla sua fondazione romanica del XII secolo alle stratificazioni gotiche e aragonesi, fino alla preziosa statua della Madonna della Rosa e al chiostro duecentesco. Un patrimonio architettonico che dovrebbe essere esaltato, non dimenticato. I cittadini chiedono un’azione urgente e concreta: basta volerlo, per salvare Santa Maria di Betlem dal suo angosciante destino di degrado.
Fonte: Sassaritoday


GIPHY App Key not set. Please check settings